Il Tirreno

Grosseto

«Una via per Almirante è inaccettabile»

Continua la polemica alla vigilia del consiglio comunale in cui si discutono le mozioni sull’intestazione delle strade cittadine

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Si riunisce domattina il consiglio comunale di Grosseto. In discussione approdano le due mozioni, una presentata dal consigliere del gruppo misto Gino Tornusciolo, segretario provinciale di Casa Pound, per intitolare una strada a Giorgio Almirante, e l’altra presentata dai consiglieri Bruno Ceccherini (FdI), Stefano Pannini (Vivarelli Colonna Sindaco), Francesca Pepi (Maremma Migliore) ed Elisabetta Ripani (Forza Italia), per intitolare una strada ad Almirante, una a Enrico Berlinguer e una alla “Pacificazione nazionale”. Un argomento, questo, che nei giorni scorsi ha suscitato non poche polemiche, con Tornusciolo, fino al 4 marzo esponente della maggioranza e poi liquidato dal sindaco il giorno dopo, che ha rinfacciato ai partiti alla guida di Grosseto di aver partorito «un documento scritto male, in cui si strizza l’occhio alla sinistra», pur di non condividere l’iniziativa con l’ex alleato. Il capogruppo della lista Mascagni sindaco, Carlo De Martis, ha d’altra parte ironizzato su Facebook: «Attendiamo la mozione per intitolare una strada a Totò Riina, una a Giovanni Falcone e una alla “Pacificazione Siciliana”». Un commento, quello di De Martis, che il capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, ha bollato come «uscita infelice».

Reazioni contrarie alle mozioni che saranno discusse domani in consiglio arrivano da Anpi, Pci e Psi di Grosseto. La segreteria provinciale del Partito comunista, da parte sua, sostiene «che non ci siano uguaglianze tra chi ha liberato il paese dal fascismo e chi, invece, l’ha occupato con la violenza. Il nome di Berlinguer non è accostabile a quello di Almirante. Questo tentativo di pacificazione e di revisionismo storico è perpetrato da anni dal Pd, ma la storia ci racconta che i comunisti e gli antifascisti hanno dato le loro vite per sconfiggere il fascismo e liberare il paese. Non siamo interessati dunque allo scambio». Un punto di vista simile è portato avanti anche dal comitato comunale del Psi, secondo cui «la proposta è inopportuna e inaccettabile. Riteniamo che non si tratti di una questione di pacificazione nazionale, ma di merito politico».

E il secco no all’intitolazione di una via ad Almirante viene anche dall’Anpi provinciale. L’associazione nazionale partigiani d’Italia, che ripercorre la storia del segretario del Movimento Sociale, ritiene questa possibilità «una provocazione. Almirante è stato un razzista che incitava a massacrare i partigiani. È autentica la sua firma sul bando tramite il quale il governo repubblichino condannava a morte renitenti alla leva e disertori. Assumendo come esempio l’eccidio di Maiano Lavacchio, poi, ispirò i fascisti del circondario che accompagnarono i nazisti nel villaggio di Niccioleta, dove iniziarono la strage di 83 minatori». Per l’Anpi, inoltre, il coinvolgimento di Berlinguer è un escamotage «per rendere digeribile la faccenda. La riconciliazione nazionale deve fondarsi sul riconoscimento di chi allora era dalla parte della ragione e chi da quella del torto, altrimenti è un inganno. Il sindaco, inoltre, si ostina a non citare il fascismo e la Resistenza, come se non ci fossero mai stati. Per tutto questo, per quanto ci riguarda, vengono meno le condizioni politiche per continuare un’interlocuzione con la maggioranza che adesso governa il Comune di Grosseto. Il 25 Aprile noi svolgeremo la consueta manifestazione pubblica in piazza senza l’intervento degli amministratori comunali, ma chiediamo comunque la presenza del gonfalone, che rappresenta la città». In vista del consiglio comunale, insomma, il clima attorno alle due mozioni è tutt’altro che disteso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore