Il dolore
Massimiliano e Paola in rianimazione
Il fratello della vittima è fuori pericolo, la farmacista lotta tra la vita e la morte
FOLLONICA. Il corpo di Salvatore De Simone è all’obitorio dell’ospedale Misericordia di Grosseto mentre suo fratello è stato portato alle Scotte con Pegaso. Un altro elicottero, venerdì pomeriggio, è dovuto decollare per accompagnare a Siena Paola Martinozzi, la farmacista di 55 anni, moglie del direttore dell’ospedale di Piombino Irio Galli che ora lotta tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione. Poco lontano da lei c’è anche Massimiliano De Simone: anche lui è in condizioni molto gravi dopo che un proiettile gli ha trapassato il torace. L’uomo però è stato dichiarato fuori pericolo anche se è ancora in prognosi riservata. Più gravi invece le condizioni di Paola: la donna nella sparatoria ha riportato una ferita al collo e una alla testa e anche se non ci sarebbe alcuna compromissione a livello cerebrale, i medici stanno tenendo sotto controllo la brutta ferita alla colonna vertebrale che sarebbe stata causata dal proiettile esploso da Raffaele Papa. Paola non avrebbe dovuto essere su quel marciapiedi. Non passava mai da lì ma venerdì ha deciso di cambiare strada e si è ritrovata in mezzo ai proiettili sparati dalla Tanfoglio impugnata dal trentenne. Stava rientrando al lavoro, nella farmacia che si trova proprio dietro l’angolo di via Matteotti quando si è trovata per terra a faccia in giù in una pozza di sangue. Venerdì la farmacia è rimasta chiusa e anche ieri la saracinesca non si è alzata.
I farmacisti della farmacia Sant’Antonio si sono ritrovati al Piccolo Caffè di viale Matteotti ieri mattina presto: c’era anche Maurizio Martinozzi, fratello di Paola, la donna rimasta gravemente ferita durante la sparatoria di venerdì pomeriggio.
I due fratelli gestiscono insieme da diversi anni l’attività di via Colombo.
Ieri mattina i dipendenti della Sant’Antonio insieme al titolare si sono ritrovati per farsi forza e per discutere sul da farsi, perché il giorno prima, venerdì, è successo tutto di fretta e non si è pensato al lavoro.
Insieme hanno deciso di chiudere: «La farmacia oggi 14 aprile rimane chiusa», hanno scritto sul cartello che ieri mattina compariva sulla vetrina dell’attività di via Colombo. C’era tanta gente ieri in via Matteotti «anche volti nuovi, che non avevo mai visto» dice Lorenzo Naldi, titolare del Piccolo Café, il bar che si trova vicino all’hotel Stella.
Matteo ha visto i corpi a terra di Massimiliano e Salvatore De Simone e di Paola Martinozzi, la donna che in un primo momento il ragazzo ha scambiato per sua madre. E proprio nella vetrata del bar si è andata a schiantare una delle pallottole sparate da Raffaele Papa.
«Deviata dall’albero di là dalla strada», spiega Lorenzo.
Nella pianta del viale oggi c’è un cerchio bianco, disegnato a gessetto dalla scientifica. Annalisa Marcelli, la madre dei fratelli De Simone, ieri mattina era al bar la Pineta.
La donna che gestisce da sempre l’hotel Stella ieri mattina è andata al bar vicino a dove gli amici e i conoscenti hanno tentato di consolarla.
Le attività della via ieri mattina hanno lentamente ripreso la loro routine ma il clima non era disteso.
Alcuni hanno anche deciso di tenere chiuso il proprio negozio, mentre la panetteria che avrebbe dovuto inaugurare ieri ha deciso di rimandare la festa: «Apriremo lunedì senza nessuna inaugurazione – dice il proprietario – oggi non avrebbe avuto senso. Non è un momento in cui si può fare festa, è una giornata dolorosa per tutti. Festeggeremo poi, se ne avremo voglia».
Anche sulla vetrina del ristorante gastronomia Da Buono, l’attività gestita da Raffaele Papa qualcuno si è premurato di notificare la chiusura. E nel pomeriggio qualcuno ha anche attaccato dei fiori all’albero accanto al quale è morto Salvatore De Simone.
Un messaggio semplice, per ricordare l’albergatore ucciso in strada proprio davanti all’hotel portato avanti dalla madre, dove era scoppiato il diverbio con il vicino: «Ciao Salvatore». (f.g.-g.s.)
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