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La posta arriva a singhiozzo «I sindaci ricorrano al Tar»

SANTA FIORA. Il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Maurizio Buzzani scrive ai 28 sindaci della provincia una lettera aperta sulla questione Poste, perché, dice, è in atto uno «scempio...

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SANTA FIORA. Il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Maurizio Buzzani scrive ai 28 sindaci della provincia una lettera aperta sulla questione Poste, perché, dice, è in atto uno «scempio anche nella nostra provincia».

Buzzani, ricordando quanto già predetto nei dossier di Rc del 2017, dove si evidenziava ai sindaci che il «rullo compressore delle Poste spa avrebbe in ogni dove introdotto la consegna della posta a giorni alterni» mette in chiaro che «ora, a livello nazionale i giorni alterni sono ufficialmente il modello base».

Rifondazione esorta i sindaci a intraprendere la strada del ricorso al Tar proprio come fecero per stoppare la chiusura di molti uffici postali. «Il nuovo modello organizzativo a giorni alterni – fa notare Buzzani – è reso possibile dalla riforma compresa nella Legge di Stabilità 2015 ma, a parere di molti, la legge nazionale contrasta con il diritto europeo. Anche il Tar del Lazio è intervenuto sulla questione, ribadendo che quando le disposizioni nazionali non sono conformi al diritto europeo non hanno validità giuridica e non si applicano».

C’è poi la nuova legge 158 che «sancisce – specifica Buzzani – che i comuni fino a 5mila abitanti devono avere tutti i servizi che sono appannaggio delle grandi città: banda larga, servizio postale capillare. Inoltre non c’è mai stata condivisione con i territori (sindaci) nei tagli degli uffici postali e nel recapito a giorni alterni, come è previsto da questa legge. Quindi la chiusura di uffici postali va contro il dettato della legge 158 e anche il recapito a giorni alterni va nella stessa direzione».

Infine Buzzani richiama la sentenza del Consiglio di Stato del 10 maggio 17 che ha accolto l’appello proposto da otto Comuni dell’Emilia-Romagna. «Il Consiglio di Stato – spiega il segretario – fissa il concetto che il servizio postale è un servizio pubblico, e per questo va equiparato ai servizi di cittadinanza (scuola, sanità e mobilità) che lo Stato deve costituzionalmente garantire su tutto il territorio nazionale. A questo punto serve l’intervento di una forte azione politica per far rispettare questo concetto, tra l’altro ben circostanziato anche dalla legislazione della Comunità Europea che, anche per il recapito della corrispondenza, prevede la consegna quotidiana e non solo in alcuni giorni della settimana come purtroppo succede ora. Questa sentenza ridà speranza a tanti piccoli Comuni a cui viene riconosciuto il diritto di esistere e di garantire servizi ai propri cittadini». (f.b.)

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