Da Seggiano al Giappone un “filo verde” di olivastra
Due anni fa il comune di Miyazu decise di perfezionare la coltura degli olivi Il paese amiatino dà supporto e consulenza, ieri la firma del patto d’amicizia
SEGGIANO. Seggiano, il “paese dell’olio”, e il comune giapponese di Miyazu, il “ponte del cielo”, sottoscrivono un patto di amicizia nel segno dell’oro verde. E Shoji Inoue, sindaco di Miyazu, porta in dono al sindaco Gianpiero Secco, la prima bottiglia d’olio prodotta nel suo territorio e spremuta dalle piante di olivastra seggianese, una sorta di eccezionale oro verde dagli occhi mandorla che Secco ha promesso di esporre fra gli oli seggianesi nella prossima edizione di Olearie, a Seggiano il 21 e 22 aprile.
La storia del filo di oro verde che lega l’Amiata al Giappone comincia due anni fa, quando, dopo l’avvio di alcuni progetti in Giappone sulla valorizzazione dell’olio e dell’olivo portati avanti dall’Accademia dell’Olio guidata dal presidente Vincenzo Andreacchio, che con i suoi corsi e la sua attività diffusa anche dagli istituti di cultura Italiana in Giappone, ha dato l’input alla valorizzazione degli oli di qualità, avvenne il contatto fra Seggiano e Miyazu. Ne furono artefici lo stesso Andreacchio e Fabio Menchetti, che allora coordinava, da agronomo, il lavoro della fondazione le Radici di Seggiano oggi guidata da Paolo Caselli.
«Facemmo vari viaggi in Giappone – rammenta Menchetti – e il sindaco giapponese venne a Seggiano una prima volta, perché questo comune che aveva qualche rarissima pianta di olivo, voleva incrementare la coltivazione per ricavarne olio. Il paese ha un clima piuttosto freddo e servivano informazioni su quali tipi di olivo impiantare. Cominciammo a dare i nostri suggerimenti e gli facemmo conoscere anche l’olivastra seggianese, oltre ad altre qualità di olivo».
«Così – dice il sindaco Shoji Inoue – abbiamo cominciato a coltivarlo. L’occasione dell’incontro con Seggiano è stata utilissima per imparare tante cose, e vorremmo continuare la collaborazione anche per valorizzare questo tipo di lavoro che è utile anche all’ambiente. Vogliamo crescere e creare un futuro migliore grazie anche a questa collaborazione con Seggiano a noi tanto simile per bellezza».
Il comune di Miyazu crede a tal punto in questo progetto coordinato dall’Accademia, che pur di promuoverlo dà incentivi e aiuti a chi si mette a coltivare olivi. «Di questo passo – spiega Andreacchio – siamo arrivati a impiantare nel comune giapponese circa 3mila olivi, tutti italiani e con buona parte di olivastre seggianesi, acquistati a Pescia. Inoltre ci sono 3200 piantine che stanno crescendo in serra in Giappone. Abbiamo anche consigliato e fornito la leucocarpa una varietà che produce olive bianche che servono fra l’altro, anche per produrre il crisma, usato nelle cerimonie religiose. Abbiamo organizzato a Miyzu degustazioni, corsi per coltivare l’olivo e una serie di iniziative, compreso un piccolo frantoio».
Forti di questo background, ieri nel palazzo comunale i due sindaci hanno siglato ufficialmente il patto di amicizia. «Grazie del lungo viaggio che vi ha portato a noi – ha esordito Secco – perché si sviluppi il processo di conoscenza delle rispettive comunità. Vorremmo che questo rapporto divenisse continuativo, per un reciproco scambio delle nostre eccellenze e delle nostre conoscenze». Testimoni alla firma, l’ex sindaco di Seggiano Daniele Rossi, il presidente Radici di Seggiano Paolo Caselli, il presidente olio Seggiano dop Fiorenzo Caselli, l’agronomo Menchetti, il presidente Andreacchio e il presidente dell’associazione castagna Igp Lorenzo Fazzi. Sì, perché nel futuro di Miyazu ci sono anche i castagni dell’Amiata. Ma questa è una storia tutta da cominciare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
