Il Tirreno

Grosseto

Pestato a sangue: fermati 4 minorenni

di Francesca Ferri
Pestato a sangue: fermati 4 minorenni

Le telecamere incastrano una baby gang di 17enni. Per i carabinieri sono loro i rapinatori dello studente grossetano

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FIRENZE. Lo vedono camminare parlando al cellulare in via del Leone. Sono giovanissimi, si guardano tra loro, gli si mettono dietro, come una formazione d’assalto. Poi il pugno, improvviso, al volto. Lui cade per terra, loro infieriscono con calci e pugni, gli strappano il cellulare, cercano di portargli via il portafoglio ma non ci riescono, e scappano percorrendo una serie di stradine fino al ponte Vespucci, poi sul Lungarno Santa Rosa, tra i passanti e i turisti allibiti in quello che sembrava un normale pomeriggio nel cuore storico di Firenze.

Sembra la trama di un film dell’orrore ma è successo davvero, domenica scorsa. La vittima, uno studente grossetano di 21 anni, picchiato a sangue, che ha riportato una frattura all’orbita oculare. Non si sa ancora se tornerà a vedere bene.

Realtà, e non un film. Eppure, come in un film, registrata momento per momento da sei telecamere di sorveglianza del Comune di Firenze che – hanno riferito ieri i carabinieri fiorentini in una conferenza stampa – hanno ripreso tutto, nitidamente. È grazie alle videoregistrazioni che i militari della compagnia Oltrarno hanno potuto individuare gli aggressori.

Sono quattro minorenni, tutti di diciassette anni, di nazionalità albanese, ospiti di una struttura di accoglienza per minori non accompagnati di Calenzano (Firenze); due di loro erano già conosciuti dalle forze dell’ordine polizia per reati contro il patrimonio.

Una “baby gang” che nel giro di quattro giorni i carabinieri hanno individuato e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria.

Per arrivare a loro i carabinieri hanno ascoltato la vittima e alcuni testimoni. Ma, come detto, è stata l’analisi dei filmati a dare una svolta determinante alle indagini. I quattro sono stati riconosciuti grazie al loro abbigliamento e alle loro sembianze.

In particolare il taglio di capelli di due rapinatori ha catturato l’attenzione dei carabinieri che, attraverso servizi di osservazione in borghese, hanno individuato alcuni saloni di acconciatura della città che fanno questi tagli.

Allo stesso tempo i carabinieri del Nucleo Operativo di Oltrarno hanno avviato gli accertamenti tecnici per acquisire i tabulati riguardanti il traffico telefonico d’interesse.

L’epilogo delle indagini la sera di giovedì 12 aprile: ad appena quattro giorni dalla rapina, in uno dei saloni finito sotto la lente degli investigatori, in via Guelfa a Firenze, è stato rintracciato uno dei rapinatori. Fermato e portato al comando della compagnia di Oltrarno – spiegano i carabinieri – ha ammesso subito le sue responsabilità.

L’acquisizione di informazioni mirate e i dati tecnici forniti dai tabulati telefonici, appena un paio d’ore più tardi, hanno permesso di rintracciare e fermare in un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati di Calenzano anche gli altri tre ritenuti responsabili della rapina. Nei loro armadi i carabinieri hanno trovato gli stessi vestiti che indossavano il giorno dell’aggressione e che erano visibili nei filmati.

I dati tecnici emersi in tarda notte, dopo gli arresti, hanno permesso di chiudere definitivamente il cerchio e di recuperare lo smartphone, che la stessa sera della rapina, attraverso un doppio passaggio, era stato ceduto per 40 euro ed era finito nelle mani di un incauto acquirente straniero che è stato denunciato a piede libero per il reato di incauto acquisto.

I quattro rapinatori, tutti sottoposti a fermo di polizia giudiziaria, sono stati portati all’Istituto penitenziario per i minorenni di via Orti Oricellari, a disposizione della Procura della Repubblica per i minorenni di Firenze che coordina le indagini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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