Il Tirreno

Grosseto

Mediaworld, fumata nera Firenze “chiama” Unieuro

di Giovanna Mezzana
Mediaworld, fumata nera Firenze “chiama” Unieuro

Salta la trattativa con i sindacati e la società conferma i trasferimenti da lunedì  Intanto la Regione cerca di favorire l’apertura di un tavolo con il marchio in arrivo 

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GROSSETO. Salta la trattativa tra sindacati e Mediamarket, la società del gruppo tedesco Metro Ag, titolare del marchio della catena che in Maremma ha spento le luci dello store dell’Aurelia Antica lasciando nel guado 24 dipendenti. Vero è che una rondine non fa primavera: l’annuncio della sospensione dei trasferimenti di cassiere e commessi grossetani dal Nord Est alla Sicilia, arrivato dalla società in Zona Cesarini – il 30 marzo, penultimo giorno di attività del negozio del Casalone – ha assicurato solo qualche giorno in più per fare le valigie a quei dipendenti che intendessero accettare l’unica chance messa sul piatto dai tedeschi per non perdere il posto di lavoro (i trasferimenti, appunto).

Nulla di fatto. L’incontro di giovedì al tavolo del ministero del lavoro si è concluso infatti con una fumata nera: «Mediamarket ha intimato ai lavoratori – comunicano le segreterie grossetane di Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uil Uiltucs – di presentarsi nel nuovo punto vendita che è stato assegnato a ciascuno di loro senza tenere conto né delle loro richieste né delle loro preferenze». Quando? Da lunedì. Si torna, insomma, al punto di partenza. Forse, persino, con più rammarico di prima. «All’incontro al ministero – dettaglia Simone Gobbi di Cisl Fisascat che a Roma si è recato con Massimiliano Stacchini di Cgil Filcams e Elisabetta Lanzoni di Uil Uiltucs – abbiamo chiesto a Mediamarket di mantenere in stand-by i trasferimenti in attesa di un eventuale traghettamento verso Unieuro», il colosso italiano dell’elettronica – sede a Forlì, più di 3.900 dipendenti – che prenderà il posto di Mediaworld nel fondo dell’Aurelia Antica. La risposta è stata no. Ed «È stata una mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti – continua Gobbi – Non solo Mediamarket non ha aperto le procedure di mobilità né ha permesso la contrattazione collettiva, ma adesso non concede neppure i tempi tecnici per dare almeno una possibilità ai lavoratori» di entrare nel raggio di azione di Unieuro.

Qui Unieuro. Intanto, la Regione – e in particolare Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente Enrico Rossi per le questioni del lavoro – accogliendo la richiesta dei sindacati, sta facendo di tutto, in queste ore, per favorire un incontro tra sindacati grossetani e Unieuro. La questione è delicata: in teoria gli emiliani non hanno alcun obbligo di farsi carico dei dipendenti lasciati a piedi dai tedeschi; qualche speranza, però, potrebbe esserci visto che operano, non solo sul medesimo segmento di mercato, ma Unieuro sta anche per inaugurare un punto vendita nella stessa location in cui cassieri e commessi hanno lavorato alle dipendenze di Mediaword. Vedremo. Intanto Uniero, mediante i propri uffici, ha confermato al Tirreno che l’apertura dello store grossetano è prevista per fine estate/inizio autunno: tra quattro-cinque mesi, quando la vicenda dei lavoratori ex Mediaworld avrà sceso la china. Ai 24 dipendenti non resta che sperare che Unieuro risponda (intanto) alla chiamata di Firenze.

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