Sicurezza
Massimiliano e Salvatore personalità agli antipodi
FOLLONICA. Li aveva chiamati la mamma Annalisa Marcelli, perché l’aria che stava tirando di fronte al suo hotel non era buona. Quel gesto con la mano di Raffaele Papa che simulava una pistola aveva...
FOLLONICA. Li aveva chiamati la mamma Annalisa Marcelli, perché l’aria che stava tirando di fronte al suo hotel non era buona. Quel gesto con la mano di Raffaele Papa che simulava una pistola aveva spaventato la donna che ha subito avvertito i figli Massimiliano De Simone di 46 anni e Salvatore De Simone più piccolo di tre anni, accorsi sotto l’hotel in via Matteotti in pochi minuti.
Il primogenito proprietario di due paninoteche a Follonica (MacTony, questo il nome delle sue attività) e muratore il secondo: due personalità differenti, completamente. Massimo, come lo chiamano tutti a Follonica, è una persona tranquilla, posata, sempre sorridente. Sposato con Tatiana, ha due figli, un maschio di 2 anni e una femmina di 8, e gestisce assieme alla moglie le sue paninoteche, dove passa la gran parte delle sue giornate. La prima attività, quella storica oramai, si trova in via della Repubblica, la seconda invece l’ha aperta in centro pochi anni fa dopo la sistemazione del complesso Florida.
Salvatore invece aveva un carattere più vivace. Era una di quelle persone che quando entrano in una stanza si fanno sentire. Anche lui padre di due figli viveva con la compagna di origini brasiliane: la donna aveva due figli dalla precedente relazione e anche loro erano diventati parte integrante di quella famiglia allargata. Salvatore adorava i suoi bambini: a Follonica si vedeva spesso in giro con loro, li portava spesso anche in palestra dove lo aspettavano giocando mentre si allenava. Cresciuti nella zona di Cassarello sono sempre vissuti con la madre Annalisa, che ha fatto anche le veci del padre.
Una vita non semplice ma entrambi erano riusciti a farsi voler bene. Se Massimo era rimasto più nell’ombra, lavorando e facendosi una famiglia, a Follonica tutti conoscevano Salvatore: era sempre pronto alla battuta, aperto e sorridente, con una voce importante che si faceva sentire. Spesso era in viale Matteotti a trovare la madre e la moglie che lavora nella struttura ricettiva: due chiacchiere con i passanti, un caffè nei bar del marciapiede di fronte. De Simone era definito da tutti un buono, un uomo con un passato impattante ma fondamentalmente una brava persona. A Follonica gli volevano bene: magari in gioventù aveva fatto a cazzotti con qualche coetaneo, ma poi dopo quei nemici erano diventati amici. Un dramma successo in una manciata di minuti, un dolore che in tanti hanno espresso sui social poco dopo aver appreso che Salvatore non ce l’aveva fatta. “Riposa in pace”, “Ciao ‘Tore, che la terra ti sia lieve”, e tante altre frasi che sono apparse su Facebook dopo che ha cominciato a girare la notizia della morte del follonichese. Aveva una pallottola nel petto, una pallottola che lo ha ucciso in pochi minuti. Suo fratello è in ospedale in condizioni critiche. Una famiglia distrutta in una manciata di minuti. Due bambini che soffriranno per l’assenza di un padre tanto amorevole e attento.
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