La manifestazione
Getta l’arma e fugge Arrestato a Grosseto
Indagine lampo dei carabinieri: preso in via Aurelia Nord Sequestrati i bossoli, pistola ritrovata dai sommozzatori
FOLLONICA. I bossoli sono stati trovati ovunque, per strada. Sparati con una pistola semiautomatica che Raffaele Papa non avrebbe potuto avere con sé. Non ha un’arma intestata, il trentenne e ieri, subito dopo aver fatto fuoco, ha tentato di far sparire quella semiautomatica trovata ore dopo dai sommozzatori dei vigili del fuoco, che sono andati a cercarla nella fiumara non lontana da via Matteotti, là dove è successa la tragedia.
I carabinieri sono arrivati in via Matteotti quando i medici stavano rianimando Salvatore De Simone. Hanno cominciato a raccogliere le testimonianze e dopo poche decine di minuti avevano già chiaro il quadro della situazione. Papa era scappato, a bordo della sua Audi Q5 ma durante la fuga si era fermato sulla fiumara, non lontano da dove aveva fatto fuoco, e aveva gettato la pistola nel fosso.
Per tutto il pomeriggio, l’arma non si era trovata. Ma l’idea che non fosse stata gettata lontana dal luogo dell’omicidio, si è fatta subito strada nella mente degli investigatori che si sono concentrati nella zona del lungomare Carducci dove poi è stata ritrovata dai sommozzatori dei vigili del fuoco. Anche questo tassello del puzzle ricostruito dagli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri è andato al suo posto ieri sera. Erano circa le 22 quando i sommozzatori hanno trovato la pistola che è stata consegnata poi ai carabinieri. Pepe era in caserma dal pomeriggio, da quando, intorno alle 16, è stato fermato dagli uomini del nucleo investigativo in via Aurelia Nord. Stava camminando lungo la strada: aveva lasciato il suo suv poco lontano e si era avviato a piedi verso il centro. È stato riconosciuto dai carabinieri che avevano organizzato posti di blocco ovunque, ed è stato fermato. Non ha detto nulla. Non ha spiegato il motivo di quella lite, non ha parlato di quello che era successo solo un’ora e mezzo prima a Follonica. Lo farà forse, o forse no, davanti al giudice per le indagini preliminari, quando sarà fissato l’interrogatorio di garanzia.
Dal momento della sparatoria al fermo del trentenne è passata a malapena un’ora e mezzo. In via Matteotti non ci sono telecamere. Ma il quadro è stato chiarito nel giro di pochi minuti: la lite con la donna, la pistola estratta dalla tasca, i colpi sparati all’impazzata, uno dei quali è arrivato dritto nella vetrina del Piccolo caffè, il bar che si trova all’inizio di via Matteotti. Il proprietario del locale si è sentito il fiato mancare: si è affacciato e ha visto a terra Salvatore e Massimiliano De Simone. Ha visto anche Paola Martinozzi, la farmacista cinquantacinquenne che vive e lavoro proprio lì vicino. La donna era riversa a terra con la faccia sull’asfalto.
La tragedia, a Follonica, si è consumata sotto gli occhi di tutti, in una delle strade principali della città del golfo. Sotto gli occhi della mamma di Salvatore, coperto con un telo bianco dai soccorritori proprio davanti al furgone con l’insegna della rosticceria dell’uomo che lo aveva ucciso.
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