Sicurezza
Cittadella, la chiesa sarà consacrata nel mese di dicembre
L’annuncio del vescovo: «È la nuova parrocchia della beata Madre Teresa di Calcutta. Sono felice per tutta la comunità»
GROSSETO. La nuova chiesa della beata Madre Teresa di Calcutta che sta sorgendo alla Cittadella sarà consacrata il 2 dicembre alle 15.
A comunicarlo al clero è stato il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni nel giorno di Mercoledì Santo. E proprio durante la messa crismale celebrata in Cattedrale è stata consacrata l’ampolla con l’olio e il balsamo che saranno usati per il rito di dedicazione della nuova chiesa.
«Sono felice per la comunità della Cittadella che aspetta da anni la sua nuova chiesa», ha detto don Marian Gjini, amministratore parrocchiale della beata Madre Teresa di Calcutta.
La posa della prima pietra della chiesa risale al 2005, ma i lavori ora in corso sono iniziati nel febbraio 2016. Nel frattempo la comunità parrocchiale è cresciuta molto, come attestano i numeri forniti dalla Diocesi: la beata Madre Teresa di Calcutta sorge in un quartiere di circa 7.000 residenti, 110 sono i bambini e ragazzi che frequentano il catechismo a cui vanno aggiunti il gruppo liturgico, il coro, il gruppo dei ministri della Parola, i tre ministri dell’Eucaristia che portano la comunione ai malati, il gruppo catechisti e gli animatori del dopocresima e del gruppo giovanissimi, il gruppo servizi che si occupa di pulizia della chiesa-sala parrocchiale e della manutenzione di tutti gli spazi, il comitato per la nuova chiesa, gli scout e il gruppo di preghiera di Medjugorie. Una comunità vivace e attiva dunque che ha deciso di accompagnare con due gesti concreti i lavori del cantiere: un’iniziativa di preghiera casa per casa con il progetto “Ospita la chiesa in casa tua” e il progetto di autofinanziamento per acquistare alcuni arredi per la chiesa e le sale parrocchiali che coinvolge 75 famiglie della parrocchia che si tassano mensilmente.
«Costruire una nuova chiesa – ricorda il vescovo Rodolfo – non è solo un impegno economico. È prima di tutto l’impegno a costruire intorno ad essa una comunità viva, presente, partecipe, attenta ai bisogni e alle aspettative del territorio in cui è inserita. Questa, d’altra parte, è la parrocchia: casa tra le case degli uomini. È importante che tutta la Diocesi senta questa nuova chiesa come appartenente a tutti e non solo a chi risiede alla Cittadella perché così è: una chiesa la si costruisce per tutti e per ognuno».
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