Il Tirreno

Grosseto

LA PROPOSTA DEL CENTRODESTRA A GROSSETO 

«Una via per Almirante e una per Berlinguer»

«Una via per Almirante e una per Berlinguer»

GROSSETO. Sembra destinata a chiudersi con una soluzione alla “volemose bene” la tormentata vicenda dell’intitolazione di una via di Grosseto a Giorgio Almirante, fascista nel ventennio e poi – dopo...

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GROSSETO. Sembra destinata a chiudersi con una soluzione alla “volemose bene” la tormentata vicenda dell’intitolazione di una via di Grosseto a Giorgio Almirante, fascista nel ventennio e poi – dopo la liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista – fondatore del Movimento Sociale. Il consiglio comunale di Grosseto si prepara infatti ad approvare lunedì prossimo una mozione – presentata da quattro dei cinque gruppi di maggioranza – che invita la giunta a intitolare una via ad Almirante, ma anche una a Enrico Berlinguer (a lungo leader del Partito comunista) e infine una via a un concetto: la “Pacificazione nazionale”.

La storia a Grosseto è nota. L’intitolazione, chiesta già tempo fa dall’ala destra della maggioranza guidata dal sindaco Vivarelli Colonna, sollevò un vespaio di polemiche. E prudentemente, anche in vista del voto nazionale del 4 marzo, fu accantonata. Ora s’è votato, il centrodestra a trazione leghista ha vinto (anche a Grosseto, dove proprio la Lega voleva via Almirante), ma a livello locale non c’è più un gran desiderio di infilarsi in contrapposizioni ideologiche. A Roma c’è comunque bisogno di alleanze per fare un governo e non a caso il 5 marzo il sindaco diede il benservito a CasaPound, espellendo Gino Tornusciolo dalla maggioranza.

Proprio Tornusciolo tuttavia, ormai battitore libero, subito dopo l’espulsione ha pensato bene di ripresentare, a nome CasaPound una mozione per via Almirante. E allora ecco, dalla maggioranza di centrodestra, la soluzione “ecumenica”: no a via Almirante, sì a via Almirante, via Berlinguer e via della Pacificazione nazionale.

Nella mozione – presentata dalla lista del sindaco Vivarelli Colonna, da Fratelli d’Italia, da Maremma Migliore e da Forza Italia, ma non dalla Lega – si spiegano ruoli e virtù dei “dedicatari” nella politica dell’Italia repubblicana e si ricorda l’omaggio di Almirante, nel 1984, alla salma dell’ex Berlinguer come simbolo, appunto, di pacificazione nazionale. A Berlinguer in realtà i consiglieri di centrodestra attribuiscono anche un merito in più del dovuto: quello di essere stato tra i fondatori del Pci, partito in verità fondato nel 1921, cioè un anno prima che Berlinguer nascesse.

Sia come sia, la triplice via ecumenica non sembra destinata a pacificare troppo: «Attendiamo la mozione per intitolare una strada a Totò Riina, una a Giovanni Falcone e una alla “Pacificazione Siciliana”», commenta sarcastico sul suo profilo Facebook il consigliere Carlo De Martis, capogruppo della Lista Mascagni Sindaco. La pace, insomma, per ora può attendere.

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