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Fondi sfitti, bando a fine mese

Fondi sfitti, bando a fine mese

Ancora un paio di settimane al massimo e il Comune di Grosseto pubblicherà il bando rivolto a singoli cittadini e associazioni che vogliano cogliere l’opportunità di aprire – con l’aiuto finanziario...

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Ancora un paio di settimane al massimo e il Comune di Grosseto pubblicherà il bando rivolto a singoli cittadini e associazioni che vogliano cogliere l’opportunità di aprire – con l’aiuto finanziario dell’ente pubblico – un’attività, non necessariamente commerciale, ma anche artigianale o artistica, in uno dei tanti fondi sfitti del centro storico di Grosseto. Il progetto è quello, ormai noto, del Pop up lab, e può contare su circa 85mila euro, per lo più fondi della Regione Toscana, destinati alla sicurezza, e che saranno utilizzati per dare incentivi finalizzati a far rinascere le zone più abbandonate e degradate del centro. L’idea alla base del progetto è quella di riappropriarsi del centro e degli spazi cittadini, dei luoghi, delle vie e delle piazze come baluardo per la sicurezza urbana. E proprio la definizione degli atti tra Comune e Regione, si sta avviando alla fine. Una volta pronti gli atti e definito l’aspetto economico, uscirà il bando. «A quel punto – spiega l’assessore comunale al commercio, Riccardo Ginaneschi (foto) – inviteremo tutti i soggetti interessati, come ad esempio le associazioni, a un evento pubblico in cui verrà lanciato il progetto». Terzo attore in campo, oltre agli enti pubblici e ai partecipanti al bando, sono i proprietari dei fondi. «Inizieremo a contattarli una volta che abbiamo la definizione economica del progetto». La data ancora non è stata fissata «ma prevediamo di partire a fine aprile», dice Ginanneschi. Sono in corso anche contatti con istituti bancari locali per la messa a punto di prestiti vantaggiosi a cui accedere se, una volta terminato il progetto e dunque il supporto finanziario pubblico, chi occupa il fondo possa continuare a tenere in vita l’attività. «Non sono soluzioni, ma comunque misure che vanno incontro alle attività produttive», dice Ginanneschi. (f.f.)

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