Sicurezza
«Basta, vendo tutto. Ha vinto il lupo»
Franceschelli, pastore di Monte Labro: «Questa è la risposta alle nostre difficoltà»
ARCIDOSSO. «Ho deciso. Vendo gli animali. L’episodio del controllo di stamani è stato la ciliegina sulla torta. Questa è la risposta dello Stato alle difficoltà del nostro comparto». A parlare è Giacomo Franceschelli, allevatore di Monte Labro (Arcidosso) da generazioni. Anche lui ieri mattina ha avuto un controllo da parte dei carabinieri forestali. Alla fine, la decisione drastica.
«Ringrazio tutti – dice – Gli animalisti in primis a cui comunico che tutti i vitelli che finora pascolavano qui, fra qualche giorno saranno macellati. Stessa fine per le agnelline che sarebbero potute restare qui al pascolo. Se non vogliono questo, gli animalisti mi paghino il loro mantenimento. Io devo pagare le sanzioni e le multe e il mantenimento dei lupi e dei cinghiali. Poi ringrazio la politica locale che ha preferito abbandonarci senza capire il ruolo di presidio che abbiamo nel territorio. Ringrazio il lupo e i cinghiali e ringrazio le associazioni che hanno sostenuto la parte politica e spalleggiato progetti che sono stati inutili. Per loro contano di più i parchi e le riserve oggi in degrado. E infine ringrazio quegli allevatori che mi hanno confortato solo col pensiero».
Franceschelli specifica che gli è stato imputato «che alcuni bovini erano senza bolli, che i registri non erano aggiornati, che c’erano ferri intorno casa e che sono state trovate nel campo resti di una pecora e un vitello». Da qui sono scattate le multe.
«Da parte mia – dice Franceschelli – ho spiegato il perché: i bovini vivono allo stato brado e li rimetto in stalla solo un paio di volte all’anno; il mancato adeguamento degli ovini dipende dal grave disagio delle predazioni. Le carcasse nei campi lo dimostrano. Bisognerebbe stare a passeggio ogni giorno per rinvenirle tutte. Così vendo gli animali. Chi di dovere ha raggiunto il risultato sperato. Farci chiudere».
E mentre alza le mani dichiarandosi vinto, avverte che intanto altri animali gli mancano all’appello. «Non trovo più due vacche e un toro – dice –. Di pecore me ne predano una e più al giorno. Non sopporto un giorno di più questo stato di cose. Ci rimetto in salute. E soprattutto perché, quando un’azienda è in difficoltà ci sono azioni di sciacallaggio terribile».
Fiora Bonelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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