Il Tirreno

Grosseto

«Appiccarono le fiamme nel terreno confinante»

di Francesca Gori
«Appiccarono le fiamme nel terreno confinante»

Lite tra allevatori per il pascolo, due uomini sono stati rinviati a giudizio Lancio di sassi e minacce con una roncola: «Scendi che ti ammazzo, ti taglio il collo»

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MASSA MARITTIMA. «Scendi che ti ammazzo, ti taglio il collo»: l’ira è esplosa dopo una lunga serie di episodi che avevano visto due uomini contrapporsi a un agricoltore del Magrone per ragioni di pascoli e confini. Una rabbia che era poi proseguita con una serie di minacce e di incendi nei confronti del confinante. Ieri mattina, davanti al giudice per l’udienza preliminare Marco Bilisari, i due uomini accusati di incendi, minacce, stalking e porto abusivo di arma, sono stati rinviati a giudizio così come richiesto dal sostituto procuratore Marco Nassi.

Tutto è cominciato nell’aprile di due anni fa, quando Giuliano Aronne, 40 anni di Valpiana, difeso dall’avvocato Sabrina Pollini invase con il suo gregge alcuni terreni di proprietà della Regione che, attraverso l’Unione montana delle Colline metallifere, erano stati dati in concessione a una famiglia di agricoltori che avevano seminato i campi con il grano. Le pecore di Aronne avevano mangiato i germogli, danneggiando così le colture e il proprietario del terreno, dopo che il gregge era stato portato al pascolo almeno quattro volte in quei terreni, aveva deciso di denunciare il vicino. Denuncia che non sarebbe andata giù ad Aronne, accusato di aver commesso il reato di violenza provata nei confronti della cugina dell’uomo che aveva querelato il vicino. «Se entro dieci giorni non ritirate la denuncia, con due litri di benzina vi do fuoco a tutto», avrebbe detto Aronne alla donna. A quella minaccia, nel giugno dello stesso anno, sarebbe seguita poi l’azione: ed è qui che entra in scena l’altro uomo che è stato rinviato a giudizio, Fabio Bogi, 63 anni, difeso dall’avvocato Domenico Fiorani che, insieme ad Aronne, avrebbe appiccato le fiamme ai terreni affidati all’agricoltore. Nei due incendi sono andati distrutti decine di olivi, di alberi ad alto fusto, sterpaglie e parte de bosco. La vicenda, comunque, non si era chiusa nemmeno dopo quei due incendi: Aronne e Bogi avrebbero infatti lanciato pietre e minacciato con una roncola l’agricoltore mentre si trovava sul suo trattore, colpendo il parabrezza del mezzo agricolo dopo essere saliti sopra e urlando: «Scendi dal trattore che ti ammazzo di botte, scendi ti ammazzo». Minacce e molestie che sarebbero state ripetute anche nei confronti della moglie dell’agricoltore e dei figli, che sarebbero stati seguiti da Aronne e Bogi. Comportamento questo che è costato loro anche l’imputazione per stalking.

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