Sicurezza
Rivoluzione in Tribunale: l’asta adesso è telematica
Grosseto primo ufficio in Italia a vendere attraverso l’apposito portale ministeriale. Si partecipa anche da casa, le operazioni possono essere seguite tramite chat
GROSSETO. Dimenticate l’asta tradizionale, tutti seduti in una stanza davanti al tavolo del giudice, potenziali acquirenti come semplici osservatori. Da oggi (dal 10 aprile, per l’esattezza) si fa tutto con un clic, seduti davanti al proprio computer magari anche a migliaia di chilometri di distanza, anche da un altro continente.
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È la novità della vendita telematica, la nuova frontiera delle procedure esecutive immobiliari. È diventata obbligatoria per legge ma il Tribunale di Grosseto ha condotto una sperimentazione di alcuni mesi che ha portato gli uffici locali a una prima vendita telematica già a gennaio (si è trattato di un’azienda agricola) utilizzando il portale di “Asta legale” e il 10 aprile – primo Tribunale tra tutti quelli italiani, dicono con un pizzico d’orgoglio in piazza Fabbrini/Albegna – utilizzando il portale del ministero della Giustizia. A essere aggiudicata ll’asta, attraverso “pvp.giustizia.it” (il portale delle vendite pubbliche) è stata un’abitazione di Grosseto.
L’aula del Tribunale continua ad esistere realmente ed è qui che materialmente il professionista delegato dal giudice (la delega è un’altra novità delle procedure) si occupa di condurre in porto la vendita. All’ora designata, accende il computer, inserisce le proprie credenziali e dà avvio a una chat nella quale dà conto di tutte le operazioni che si svolgono: registra i presenti, le offerte che pervengono, i rialzi, le eventuali sospensioni in caso di contestazioni od opposizioni, la conclusione. L’aula è e rimane fisicamente in Tribunale, invece che nello studio dei professionisti incaricati, anche e soprattutto a tutela della trasparenza e della efficienza della procedura: in caso di dubbi o contestazioni, il delegato può rivolgersi nel giro di poco tempo al giudice. L’aula “virtuale” sostituisce comunque in tutto e per tutto quella tradizionale. E permette di partecipare senza muoversi da casa o dall’ufficio. Tutti possono accedere, tengono a precisare in Tribunale, e da tutto il mondo. O tramite la cosiddetta Pec-Id (la casella certificata di posta elettronica utilizzata da chi si rivolge alle amministrazioni pubbliche) o tramite una Pec ordinaria, munita però di firma digitale per l’autenticazione.
Naturalmente, il giorno della vendita è preceduto dall’attività preparatoria. Il Tribunale delega il professionista e devono passare 45 giorni prima della data fissata per la vendita. Ne viene data notizia tempestivamente e chi è interessato può chiedere di partecipare, con offerte, oppure semplicemente di assistere, come spettatore. Sempre attraverso il medesimo portale, dove si possono trovare indicazioni, planimetrie, documentazioni di vario genere.
Attenzione, però. Il Tribunale di Grosseto ha mantenuto anche un’altra possibilità: quella della presentazione della domanda cartacea, quella tradizionale, che viene “caricata” dal professionista incaricato sul portale. La “vendita sincrona mista” consente anche a chi non ha familiarità con la tecnologia di prendere parte all’asta.
Ché poi è questo l’obiettivo principale di ogni procedura: vendere e cioè far conoscere a un pubblico più ampio possibile le opportunità che vengono offerte. E anche per questo motivo, sempre nel rispetto dei canoni della trasparenza e della efficienza, continua su Il Tirreno la pubblicazione – ogni quindici giorni – delle aste che interessano tutto il territorio provinciale. Ogni anno sono circa quattromila le vendite di cui si occupa il Tribunale di Grosseto.
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