Il dolore
Ventimila grossetani soffrono d’allergia
Arpat pubblica ogni settimana il bollettino dei pollini: con l’arrivo della primavera attenzione alle graminacee
GROSSETO. L’arrivo della primavera, che si manifesterà pienamente nei prossimi giorni – col suo tradizionale aspetto climatico – porterà anche i primi problemi per i soggetti allergici. Sono i pollini, infatti, liberati dalle piante durante questo periodo di fioritura, a costituire la causa principale delle allergie primaverili.
Informazioni. E chi è allergico ha bisogno di informazioni sull’andamento della diffusione dei pollini per regolarsi riguardo alla propria patologia. Arpat possiede una rete di monitoraggio aerobiologico e controlla giornalmente la presenza dei pollini aerodispersi, elaborando e pubblicando ogni settimana il bollettino dei pollini e delle spore fungine di interesse allergologico. Grosseto è una delle cinque stazioni di campionamento toscane, con Firenze, Arezzo, Lido di Camaiore e Pistoia. I dati della stazione Arpat di Grosseto confluiscono poi nella Rete italiana di monitoraggio aerobiologio “Pollnet”, dove, ogni mercoledì, è possibile consultare le elaborazioni dei dati toscani e di quelli relativi ad altre regioni.
Parla l’esperto. «Il monitoraggio dei pollini – spiega il dottor Massimiliano Bartolini, medico di base ad Albinia, allergologo – interessa lo studio della biodiversità, del clima e dell’inquinamento atmosferico. Dal momento che i risultati del monitoraggio sono di grande interesse per i soggetti allergici e, in generale, per chi opera nel campo dell’allergologia, avere questo bollettino settimanale, con un taglio locale, è indubbiamente importante». Ora Arpat ha creato anche una app scaricabile su Apple store e Google market. «Si valuta – prosegue Bartolini – che siano circa ventimila, su una popolazione di duecentomila, i grossetani che soffrono d’allergia da primavera; i sintomi accusati dai pazienti, possono riguardare principalmente gli occhi (prurito, lacrimazione, congiuntivite) e il naso (starnuti, ostruzione), ma anche i bronchi (tosse, sibili, molto frequente l’asma), la cute (prurito, arrossamenti, orticaria) e perfino il sistema gastroenterico».
Il calendario dei pollini. In Maremma, terra vocata all’agricoltura, alla semina e alla raccolta dei grani, i principali allergeni che si presentano nel periodo primaverile sono i pollini delle graminacee. Le graminacee sono rappresentate da almeno centoventi specie, che si distinguono tra quelle coltivate (per esempio il granturco) e specie spontanee o infestanti. La pollinazione più abbondante si verifica, però, verso giugno, in giornate più calde. Ancora più insidiosa è la parietaria, la cui fioritura è prevalente a maggio e giugno. Negli ultimi anni i campionamenti aerobiologici hanno mostrato un incremento dei pollini di parietaria, con conseguente crescita dei casi di pollinosi. Caratteristiche della pollinosi da parietaria, rispetto alle altre, sono quelle di provocare frequentemente crisi asmatiche. Composite, oleacee (occhio alle fioriture dell’ulivo) e cupressacee sono altri generi con molti soggetti sensibilizzati ai pollini.
La diffusione. La maggior parte dei pollini allergenici sono caratterizzati da una modalità di diffusione operata dal vento, definita anemofila. Da noi, tra le specie a impollinazione ventosa, merita attenzione l’ambrosia, pianta infestante e pioniera della famiglia delle compositae che, sebbene possa sembrare rara, capita sempre più spesso che si insedi in aree dove la vegetazione originaria è stata rimossa: margini di campi, bordi stradali, sedi ferroviarie, cantieri edili e aree abbandonate in genere. Ma l’ambrosia è temibile anche laddove non risulti presente. Ovunque possono essere rilevate concentrazioni polliniche elevate, in quanto i pollini sono trasportati dal vento anche da grandi distanze. Una sola pianta di ambrosia, in estate, può produrre più di un miliardo di pollini.
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