Gioco
Patron Ferragamo invitato all’incontro contro i licenziamenti
Lunedì i sindaci di Follonica e Scarlino saranno in Regione Previsto un nuovo sciopero dal 25 aprile al primo maggio
SCARLINO. Da settimane istituzioni e sindacati cercano un contatto diretto con le tre società che gestiscono il porto di Scarlino ed in particolare con la famiglia Ferragamo. Confronto che avrebbe dovuto avere come argomento il licenziamento di due ormeggiatori della Marina, di un manutentore legato alla Baia di Scarlino e di un operaio del cantiere navale Scarlino Yacht Service.
Ad oggi però nulla è stato fatto: all’unico incontro concesso, lo scorso 22 marzo, la proprietà ha lasciato il passo a Marco Gori, avvocato della Marina di Scarlino e a Rita Collina di Confindustria.
Nei giorni scorsi il sindaco di Scarlino Marcello Stella ha cercato personalmente un contatto per ottenere dalla proprietà un incontro istituzionale. Ma anche in questo caso non sembrano esserci state delle risposte. Il caso adesso verrà discusso a Firenze: l’incontro è segnato sull’agenda della Regione Toscana per lunedì prossimo. In quell’occasione i sindaci di Scarlino e Follonica e i rappresentati dei sindacati si siederanno ad un tavolo insieme a Gianfranco Simoncini, consigliere della presidenza per le questioni del lavoro, e a Michele Beudò, della direzione lavoro. Un tavolo al quale si parlerà del problema occupazionale di tutti i lavoratori della zona: sia di quelli del Porto di Scarlino che di quelli di Scarlino Energia. L’appuntamento è per il 16 alle 11 e anche in questo caso l’attesa è per Ferragamo, ufficialmente invitato al confronto. «A Ferragamo è stato esplicitamente richiesto di partecipare – spiega Massimiliano Stacchini segretario generale Filcams – come anche ai tre rappresentati delle società del porto. Forse vogliono vedere se non considerandoci smetteremo di fare scioperi: questo non succederà. i lavoratori sono sempre più arrabbiati perché non riescono a capire il non dialogo dell’azienda. Non capiamo però questa negazione totale visto che chiediamo solo confronto. Abbiamo però la conferma che all’interno dell’azienda stiano facendo pressioni visto che dopo lo sciopero alcuni lavoratori hanno visto il cambiamento in peggio del comportamento aziendale». Se anche l’incontro in Regione non dovesse andare a buon fine, «Le azioni – dice Stacchini – andranno avanti». È infatti previsto un nuovo sciopero che potrebbe durare dal 25 aprile al 1 maggio. Ben più lungo, quindi, dell’ultimo che si è tenuto nei giorni di Pasqua e Pasquetta. In quell’occasione gli operai del Porto insieme alle istituzioni e a vari rappresentanti delle forze politiche locali hanno scelto di presidiare l’ingresso del porto consegnando volantini ai visitatori: «Molti clienti hanno deciso di andare a parcheggiare fuori in segno di solidarietà», dice Stacchini. Dello sciopero non era stata data comunicazione, cosa che nei giorni di Pasqua ha senza dubbio avuto una ricaduta sul Porto che si è trovato totalmente privo di ormeggiatori: «Non è stata avvertita la proprietà perché era già in essere uno stato di agitazione – commenta Stacchini – In questo caso lo sciopero può essere fatto senza comunicazione ed è giusto che crei disagi».
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