Sicurezza
«Ai domiciliari in subaffitto in una casa del Comune»
GROSSETO. Sarebbero circa due anni che un uomo senza permesso di soggiorno sconta gli arresti domiciliari in una casa popolare del Comune di Grosseto, ospitato abusivamente dall’assegnatario italiano,...
GROSSETO. Sarebbero circa due anni che un uomo senza permesso di soggiorno sconta gli arresti domiciliari in una casa popolare del Comune di Grosseto, ospitato abusivamente dall’assegnatario italiano, insieme alla compagna e un minore avuto durante il periodo di arresti.
L’uomo è finito agli arresti domiciliari dopo che era stato preso nella zona del Verde Maremma, accusato di spacciare vicino a una scuola e anche di aver iniziato all’eroina un diciannovenne.
Il giudice, dopo la condanna, ne dispose gli arresti domiciliari. «Lui però non era l’assegnatario di quell’alloggio che è di proprietà del Comune - dice il consigliere comunale di Casapound Gino Tornusciolo - Per legge, non essendo assegnatario dell’alloggio, in quella casa non può starci, in più a trenta metri dall’abitazione vi è un asilo di proprietà del Comune e a settanta metri un liceo».
Da mesi, il consigliere Tornusciolo, segnala la vicenda agli assessori competenti ma l’unico provvedimento fin qui adottato è un’ordinanza di decadenza del diritto all’alloggio nei confronti dell’assegnatario italiano.
«L’interessato però presenterà ricorso - aggiunge - e i tempi si allungheranno inevitabilmente in modo biblico».
Quello che lamenta Tornusciolo, è che nonostante più e più volte abbia segnalato questa vicenda agli assessori, nessuno si è preoccupato di segnalare al giudice che il domicilio disposto per il tunisino è contrario ai regolamenti comunali e pertanto deve essere modificato. Soprattutto perché, a corredo di tutta la vicenda, ci sono numerosi esposti da parte dei condomini che lamentano minacce e degrado.
«Una superficialità - aggiunge - che non può più essere sopportata, tanto che mi ha spinto a presentare l’esposto alla Procura. Non è tollerabile che l’amministrazione non intervenga in questa vicenda: ci sono tanti italiani onesti che ne avrebbero diritto di una casa come quella».
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