Il Tirreno

Grosseto

Scalo civile, atterra il primo volo di linea

di Giovanna Mezzana
Scalo civile, atterra il primo volo di linea

Nulla osta di Aeronautica e Enac agli svizzeri di Skywork Airlines. Si parte il 12 maggio con il collegamento Berna-Grosseto

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GROSSETO. Il 12 maggio 2018 sarà una data memorabile per Grosseto: sulla pista dell’aeroporto civile atterrerà il primo volo di linea nella storia dello scalo maremmano. Arriverà dalla Svizzera: da Berna. Porterà nella terra dei butteri una cinquantina di turisti. Venerdì sera l’Aeronautica militare ha inviato il nulla osta a Seam, la società che gestisce l’aeroporto civile e che ad inizio febbraio – cogliendo al volo la richiesta di fare scalo a Grosseto della compagnia aerea svizzera Skywork Airlines – aveva sollecitato la Forza Azzurra e l’Enac per ottenere una deroga all’impossibilità di ospitare voli di linea. L’ostacolo – storico – è motivato dalla vicinanza di una base militare: il Baccarini; in caso di emergenza nei cieli del Belpaese, i velivoli coi passeggeri possono essere dirottati su altri aeroporti – per lasciare spazio agli Eurofighter – o subire ritardi. L’autorizzazione ottenuta da Seam è a tempo determinato – vale da maggio a ottobre 2018 – e in via sperimentale, ma è un unicum e consente di un perdere la chance offerta dalla Svizzera alla Maremma.

Mai prima d’ora. Fino ad oggi l’aeroporto di via Orcagna ha vissuto di voli privati, aerotaxi e voli charter, meno onerosi da gestire – sotto il profilo della logistica e in termini economici – rispetto ai voli di linea, in caso di emergenza nei cieli e di conseguente messa in stand-by dei velivoli. Il collegamento Berna-Grosseto del 12 maggio sarà invece il primo – in assoluto – volo di linea. In passato Seam tentò di lanciarsi in questo segmento con collegamenti Grosseto-Milano e Grosseto-Orio al Serio, ma senza successo. Il quadro è cambiato: quelli naufragati furono tentativi di autopromozione messi in atto dalla società gestrice, l’esordio del 12 maggio è il frutto di una richiesta che arriva, selezionata, dal mercato. E che non è svanita all’orizzonte grazie all’apertura – prima formale e poi sostanziale – del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, il generale Enzo Vecciarelli. È lui, in tandem con il direttore generale dell’Enac Alessio Quaranta, l’artefice della rivoluzione, che è storica.

I supporter. È l’inizio di febbraio quando Seam si fa avanti. Ha ricevuto la richiesta di Skywork, che già gestisce il collegamento aereo tra Berna e l’Elba e che ora vorrebbe testare, tra maggio e ottobre, le condizioni per un collegamento di linea Berna-Grosseto, tre giorni alla settimana. Seam tenta di aprirsi un varco lungo un cammino che prima o poi deve battere se punta ad uno sviluppo “vero”: tra atterraggi e decolli, i movimenti autorizzati sullo scalo sono 1.450 e questo limite ogni anno viene già raggiunto. Siamo alla saturazione. La deroga richiesta dal presidente Seam Tommaso Francalanci ottiene subito un viatico bipartisan. Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il capogruppo Pd in consiglio regionale Leonardo Marras a metà febbraio scrivono entrambi al Capo di Stato Maggiore e all’Enac; stessa cosa fanno il presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno Riccardo Breda, e gli assessori toscani ai trasporti e al turismo, Vincenzo Ceccarelli e Stefano Ciuoffo.

La lettera e la telefonata. Trascorrono tre settimane. Tutto tace. Si teme che i tempi si dilatino e che l’interessamento degli svizzeri possa sfumare. Ma il 5 marzo il generale Vecciarelli stupisce e risponde a Seam e tutti coloro che lo avevano “cercato” per sostenere la richiesta di Francalanci. È un messaggio cordiale che non ti aspetti da un uomo all’apice di una forza militare: fa ben sperare. Il generale telefona persino – inaspettatamente – al sindaco Vivarelli Colonna. Sembra tutto in discesa ma servono le verifiche tecniche: serve un tavolo a cui far sedere tutti gli attori che si svolgerà a fine marzo a Roma. Poi, la Maremma si mette di nuovo in attesa del responso.

Maremma superstar. Nel frattempo si è mossa persino la diplomazia europea. Dopo la lettera del generale, l’ambasciatore italiano a Berna, Marco Del Panta, contatta il presidente della Camera di Commercio Breda. E lo fa perché l’amministratore delegato di Skywork, Martin Inäbnit, si è rivolto all’Ambasciata: non solo perché il suo “emissario” faccia girare la clessidra alla Forza Azzurra – gli svizzeri battono il tempo – ma anche per saperne di più su portata e geografia dei flussi turistici di cui Grosseto, capo-luogo della Maremma, è crocevia. Venerdì, dopo ulteriori verifiche tecniche, arriva il nulla osta. Il via libera agli svizzeri vale doppio, anzi, triplo. È una conquista per Seam ma è soprattutto «un riscatto» – per usare le parole del presidente della Confindustria grossetana Francesco Pacini, a questo proposito – per la Maremma storicamente zoppa sotto il profilo dei collegamenti. Ed è un riconoscimento del ruolo turistico che essa svolge – da protagonista – in Toscana e nel Belpaese.

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