Lutto
Prima le botte, poi la rapina Condannato un militare
Due anni e 2 mesi per un appartenente alle fiamme gialle e per un altro uomo L’aggressione avvenne vicino a un locale, movimenti ripresi dalle telecamere
MONTE ARGENTARIO. Era iniziato con l’ipotesi di violenza privata, diventata poi rapina dopo l’opposizione all’archiviazione avanzata dalla vittima e dopo una prima udienza dibattimentale. E per rapina due uomini, tra cui un militare della guardia di finanza (ma il corpo è estraneo alla vicenda), sono stati condannati all’udienza preliminare dal giudice Sergio Compagnucci a 2 anni e 2 mesi più 500 euro, oltre al risarcimento di 5.000 euro alla parte civile. Il gup ha disposto anche che gli atti del processo debbano essere trasmessi al Comando generale.
Sotto accusa c’erano George Andrut Ciurciumel, romeno di 27 anni abitante a Manciano, e Ignazio Vincenzo Allegro, 32 anni, nativo di Imperia, appartenente alle fiamme gialle. Erano accusati di quanto avvenuto all’esterno di un locale a Cala Galera, nel giugno 2013. Secondo l’imputazione, i due erano accusati di aver circondato e minacciato (uno di loro facendo appunto presente che era un militare della guardia di finanza) un uomo oggi 40enne, abitante in provincia di Roma. Questi sarebbe stato bloccato per un braccio e trascinato verso altri aggressori, percuotendolo: lo avrebbe percosso Ciurcioumel, mentre Allegro lo avrebbe preso a schiaffi. Una testata al volto gli sarebbe stata sferrata da un terzo imputato, reo confesso, la cui posizione è però aperta davanti al giudice monocratico Andrea Stramenga con l’ipotesi di violenza privata: questo procedimento di fatto deve ancora partire, perché questo fascicolo si è fermato in attesa dell’udienza celebrata ieri. L’uomo sarebbe comunque stato costretto a spogliarsi, a consegnare i vestiti, alcune banconote, una catena d’oro e alcuni ciondoli. Un’aggressione violenta, al punto che l’uomo aveva riportato la frattura delle ossa nasali e una prognosi di 15 giorni. Queste le accuse contestate ieri.
Al termine delle indagini preliminari la Procura aveva chiesto l’archiviazione. La parte offesa, rappresentata dall’avvocato Alessandro Risaliti, si era opposta. L’accusa iniziale era violenza privata, con lesioni. Il gip Marco Bilisari aveva disposto il processo ma in dibattimento il giudice Giovanni Muscogiuri aveva ravvisato l’ipotesi di rapina e aveva rimandato gli atti al pm, che aveva poi chiesto il giudizio che ha avuto il culmine nel rito celebrato ieri mattina. In aula il pm Giampaolo Melchionna, che ha chiesto il riconoscimento delle responsabilità dei due imputati, sollecitando la condanna a 1 anno e 10 mesi per ciascuno. Il legale di parte civile ha ribadito la necessità di riconoscere la colpevolezza dei due imputati, anche sulla base della ricostruzione elaborata grazie alla visione delle telecamere del porto di Cala Galera, che avevano documentato anche temporalmente le varie fasi degli spostamenti. Movimenti confermati, tra l’altro, dalle parole di un metronotte presente quella sera in zona. Delle indagini si erano occupati i carabinieri del Norm di Orbetello, che avevano raccolto anche le dichiarazioni di alcuni testimoni.
I difensori, gli avvocati Yuri Forgione e Carlo Valle (quest’ultimo difensore di Allegro, presente in aula), hanno contestato la ricostruzione dell’accusa, insistendo sulla mancanza degli elementi tali da poter sostenere il coinvolgimento dei due imputati. E adesso attendono le motivazioni, entro fine maggio, per poter argomentare l’appello.
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