Il dolore
La sinistra contro il Pd «Hanno creato divisioni»
Psi attacca: a Gavorrano sette anni di stabilità grazie a Elisabetta Iacomelli Leu non vede la candidatura di Andrea Biondi come un tradimento politico
GAVORRANO. Che la frattura ci fosse è cosa nota ma non quanto potesse essere profonda. Con le ultime dichiarazioni rilasciate l’Unione Comunale guidata da Fabrizio Tonini ha però dato la misura del divario tra il Pd gavorranese e la sindaca in carica Elisabetta Iacomelli. «Il sindaco da tempo sapeva che era necessario un cambio di passo deciso, più coraggio nel prendere di petto alcune questioni amministrative e più presenza tra i cittadini; nonostante ciò nulla è cambiato e nei nostri incontri con cittadini e associazioni è venuto fuori un giudizio netto di contrarietà alla sua ricandidatura; noi non abbiamo potuto fare altro che prenderne atto. Come cartina di tornasole per il suo insuccesso rimane il programma elettorale in grande parte disatteso», aveva commentato domenica il Pd. Uscita, quest’ultima, che non è piaciuta a nessuno degli avversari politici che oggi hanno risposto in coro al partito: «Chi ha governato a Gavorrano? ».
«Il Comune è stato governato dal Pd che ancora una volta non ha né il coraggio e nemmeno il candidato per presentarsi direttamente al giudizio dei cittadini» scrive Nicola Menale. E una stoccata arriva anche dal Psi che accusa il Pd di cercare in Iacomelli un capro espiatorio «Perché appartiene ad una forza politica diversa e affidabile, come se in questi anni avesse amministrato da sola». E affonda: «Vero è che la stabilità che il Comune di Gavorrano ha avuto negli ultimi sette anni è dovuta esclusivamente alla figura del sindaco, che con equilibrio è determinazione, è riuscita a placare le divisioni e gli insani appetiti di coloro che intendono la politica unicamente come proprio tornaconto». E il Psi continua: «Oggi si parla di un progetto di unificazione che per il modo in cui è stato gestito ha portato solo fratture ulteriori per incoerenza. Ciò che traspare è l’assoluta mancanza di consapevolezza di una forza politica che in questi anni non si è mai occupata di progettare, ed allora si aggredisce il sindaco. Umanamente speriamo – conclude il Psi – che l’attuale candidato, scelto come sempre tra le fila di un’altra forza politica, sia pronto al sacrificio per una sparuta dirigenza che manifesta solo incapacità politica». Il candidato in questione, Andrea Biondi, in passato è infatti stato legato a Gente Comune e a Massimo Borghi in particolare. Luca Alcamo, coordinatore di Liberi e Uguali Grosseto, commenta: «Biondi poteva essere il candidato di Leu e di Si, le porte per lui erano spalancate. Poi ha fatto una scelta diversa. Nel momento in cui hai un solo partito che ti appoggia diventi il candidato di quel partito».
Ma per Leu quello di Biondi non è visto come un tradimento: «In politica i tradimenti non esistono – dice Alcamo – Questa operazione di rinnovamento Andrea l’ha tentata e non gli è riuscita. Noi siamo quelli che hanno creduto che fosse possibile creare un percorso, ci sono stati ragionamenti, ma un accordo organico con il Pd era impensabile. Non basta l’uomo della provvidenza per rimettere insieme storie divise con questa nettezza. Le divergenze si superano con un progetto che faccia sintesi e questo è mancato. I presupposti per l’unione non possono essere quelli di stare insieme per il rischio che possano vincere altri».
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