Attenzione
Il centro si trasforma in un grand hotel
L’attività dell’albergo diffuso sbarca nel borgo di Scarlino: martedì 17 l’incontro per le adesioni
SCARLINO. L’albergo diffuso è un’attività che mira ad offrire agli ospiti l’esperienza di vita del centro storico di un paese potendo contare su tutti i servizi alberghieri, ovvero su accoglienza, assistenza, ristorazione e servizi comuni per gli ospiti, alloggiando in case e camere all’interno dello stesso centro storico.
È con questa nuova formula di ospitalità che il Comune di Scarlino mira a rilanciare il suo capoluogo: un’idea che mette a frutto le residenze del centro storico e al tempo stesso offre delle opportunità anche ai ristoratori del territorio. Così, dopo un periodo di organizzazione, il Comune ha deciso di lanciare la proposta e cercare proprietari di seconde o terze case interessati a realizzare l’albergo diffuso scarlinese.
Un primo incontro per discutere della novità sarà martedì 17 alle 16,30 in sala consiliare ma per presentare la domanda di adesione c’è tempo fino al 15 maggio. «L’albergo diffuso è un modo per mettere a frutto gli appartamenti del centro storico – dice l’assessora Giusi Rizzo – Chi entra a far parte del circuito ha degli appartamenti che rispondono ai criteri standard dell’albergo diffuso, ha quindi impianti a norma e tutta una serie di servizi che vanno garantiti all’ospite».
Gli appartamenti che verranno messi a disposizione entreranno a far parte dell’albergo diffuso: il turista che verrà a Scarlino farà il check in presso un ufficio preposto, magari alla Pro Loco, o anche presso un imprenditore capofila. Lì si troverà la reception di tutte le stanze messe a disposizione all’interno del paese. «Il turista che viene potrà dormire in uno degli appartamenti della rete e farà colazione nel bar convenzionato – continua Rizzo – farà poi anche pranzo o cena nei ristoranti che hanno aderito al progetto. Il proprietario dà in mano alla rete il suo appartamento dove anche le pulizie verranno gestite dall’organizzazione. I frutti però, chiaramente, non si vedranno nell’immediato e per avere i primi risultati sarà necessario aspettare il prossimo anno. Varie realtà del territorio stanno partendo e in generale in Toscana i piccoli borghi si stanno muovendo per dare vita ad un nuovo servizio che può essere molto utile per la comunità». E Rizzo conclude: «Il Comune fa da aggregatore per far partire questa novità, diamo gli strumenti urbanistici che si rendono necessari e prepariamo gli atti. Spetterà poi ai proprietari degli appartamenti riunirsi e a far sì che il progetto vada avanti nel modo giusto così da offrire un servizio che possa veramente essere sfruttato».
Giulia Sili
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