Il Tirreno

Grosseto

GAVORRANO

Agricoltura e didattica sulla terra prima incolta

Claudia Guarino
Federico Comandi
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Federico Comandi

Federico Comandi ha 36 anni e gestisce Orti di Maremma, un’azienda che è anche un laboratorio

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GAVORRANO. Un sogno, molte idee e tantissima determinazione. È un ragazzo alto, Federico. Ha negli occhi la risolutezza di chi ha ben chiaro l’obiettivo da raggiungere e nella voce la passione per un lavoro che ha sempre sentito come suo. Orti di Maremma è un’azienda agricola, un laboratorio e una fattoria didattica. Ma è soprattutto la materializzazione di un progetto di vita che, nel tempo, ha cominciato a delinearsi concretamente, in parte completandosi e in parte rimanendo in via di sviluppo. Federico Comandi, ex studente all’Istituto agrario e alla facoltà di scienze forestali, ha 36 anni e il suo percorso per diventare imprenditore comincia circa tre anni fa.

«Avevo un’idea e mi serviva un terreno - racconta Federico – Per questo ho partecipato ad “Antiche terre. Giovani progetti”». Un’iniziativa, quest’ultima, pensata per poter cedere a giovani imprenditori agricoli, attraverso un contratto d’affitto della durata di 15 anni, terreni che, altrimenti, rimarrebbero incolti. «Una coppia di Torino aveva un appezzamento da un ettaro a Gavorrano e altri 18 ettari a Scarlino, tutti inutilizzati. Ho quindi presentato, per quei campi, un progetto di impresa, il quale è stato scelto tra altri 700. È iniziato tutto così». Il passo successivo Federico l’ha fatto decidendo di partecipare a un bando della Regione Toscana dedicato al finanziamento, nell’ambito del Programma di sviluppo rurale, dei progetti di giovani imprenditori agricoli. Anche questa volta è risultato vincente e, dunque, ammesso a sovvenzione. Dopo c’è stata la partecipazione al progetto Policoro, un’iniziativa attraverso la quale la diocesi, in questo caso quella di Grosseto, mira a favorire l’inserimento lavorativo dei giovani, fornendo un supporto economico e professionale.

Nel caso specifico, a Federico Comandi è stata messa a disposizione l’assistenza di commercialisti e altri esperti, ai quali si è affidato per realizzare i suoi progetti d’impresa. Così, dove prima c’erano terreni incolti, adesso ci sono, a Gavorrano, un orto e una coltivazione di alberi da frutto, e, a Scarlino, boschi, oliveti e castagneti. «Il bosco è abbandonato e devo trovare il modo di ripristinarlo. L’oliveto, invece, sorge in una scarpata e voglio trovare il modo di ripristinarlo». Molto è stato fatto per arrivare a questo punto. Ma molto è ancora da realizzare, perché i progetti in ballo sono tanti. «Si può dire che l’azienda si divida in tre parti interconnesse tra loro - dice Comandi - L’ambito prettamente agricolo, quello legato al giardinaggio e, infine, l’aspetto sociale». Nell’orto di Maremma ci sono, tra gli altri, ceci, cavoli, fave, cipolle e piselli. Colture, queste, progettate attraverso la tecnica della permacultura, la quale mira al risparmio di energia - sia umana che dell’ecosistema - da ottenersi per mezzo di un’ottimizzazione delle risorse in campo. Il tutto senza l’utilizzo di prodotti chimici. Non si può parlare di biologico, perché non c’è la relativa certificazione, ma, di sicuro, di «produzione ecosostenibile» sì.

«I prodotti della terra vengono poi venduti - continua Comandi -Ma, al momento, non partecipo a fiere né a mercati e non ho un negozio. Presento tutto attraverso Whatsapp». Tutto ciò che risulta invenduto viene utilizzato come materia prima per un laboratorio di trasformazione culinaria, che «al momento è in fase di sperimentazione. Vorrei arrivare, però, a creare creme, tisane e sciroppi naturali. E vorrei che questo laboratorio fosse a disposizione anche delle altre aziende del territorio, affinché sia possibile lavorare insieme per formare una rete agricola». Una delle parti più interessanti del lavoro di Federico Comandi è costituita dai risvolti sociali dell’azienda, la quale «deve essere totalmente accessibile ai diversamente abili. A progetto terminato ci saranno, ad esempio, delle passerelle che si snoderanno nei campi, creando un percorso attraverso gli orti e gli alberi da frutto». Comandi specifica che l’azienda è aperta alle associazioni e alle scuole del territorio, per eventuali incontri didattici legati alla natura e alla campagna.

Un percorso, questo, che in realtà è già iniziato. «L’anno scorso ho avuto dei contatti con l’associazione delle madri che hanno figli autistici e, con loro, ho organizzato otto incontri, nel corso dei quali i ragazzi sono venuti concretamente in contatto con il mondo agricolo». Numerosi sono anche i progetti, attualmente in corso, portati avanti con le associazioni del territorio. C’è, ad esempio, la collaborazione con la cooperativa sociale Il Nodo di Follonica nella gestione di alcuni oliveti e quella con la cooperativa Arcobaleno, che prevede la realizzazione di un orto botanico. Uno degli obiettivi di Comandi è anche quello di instaurare un rapporto didattico duraturo con scuole e università. «È un lavoro molto faticoso che porto avanti quasi completamente da solo - dice il giovane gavorranese - Conto, però, sull’aiuto della mia famiglia, senza l’appoggio della quale non avrei nemmeno iniziato il mio progetto di impresa. Confido nel fatto che qualcuno abbia voglia di cimentarsi in questo cammino con me, perché l’obiettivo è la creazione di una squadra». Federico Comandi ha dunque un orto, diciannove ettari di terreno su cui lavorare e tanti progetti. Un traguardo, questo, che all’inizio non credevo sarebbe stato possibile raggiungere.

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