Il Tirreno

Grosseto

Via Fucini, muro sfondato di nuovo

Francesca Gori
Il muro di nuovo spaccato in via Fucini
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Il muro di nuovo spaccato in via Fucini

Il palazzo è stato reso inaccessibile, ma qualcuno è tornato a dormire nel cantiere

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GROSSETO. L’impresa di costruzioni che ha realizzato il palazzo in via Fucini, quello che non è mai stato finito e che spesso è diventato ricettacolo di senza tetto e sbandati, aveva rispettato alla lettera l’ordinanza firmata dal sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna che aveva imposto alla ditta di chiudere tutti gli accessi all’edificio. Il lavoro era stato fatto a regola d’arte: prima di Pasqua la società che ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo ha portato a termine i lavori, chiudendo tutte le finestre e le portefinestre che si aprivano sulla strada con mattoni e cemento e smontando anche l’impalcatura che ha permesso, fino a poche settimane fa, di salire anche ai piani superiori del palazzo.

Qualche giorno fa, la sorpresa: uno dei muri realizzati per chiudere uno degli accessi al pianterreno è stato sfondato. Qualcuno quindi è entrato di nuovo dentro al palazzo di via Fucini, probabilmente per ripararsi durante la notte. «Noi che abitiamo in quella zona - dice Roberto Giogli - eravamo contentissimi, dopo anni di lotte, di segnalazioni e di chiamate alle forze dell’ordine e di raccolte di firme. I lavori erano finiti la vigilia di Pasqua e per poche notti abbiamo potuto dormire tranquilli». Fino a mercoledì 5 aprile, quando, passando davanti al cantiere, non c’erano solo i cartelli di divieto di fermata abbandonati davanti al marciapiedi che ormai non servono più a niente, ma c’era un bel buco in uno dei muri che l’azienda aveva realizzato qualche giorno fa.

«La società che sta attraversando un momento di oggettiva difficoltà tanto da richiedere l’ammissione al concordato - dice l’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti - aveva ottemperato perfettamente all’ordinanza. Ovviamente abbiamo già incaricato la polizia municipale di svolgere tutti i controlli». Di blitz, in quel palazzo, ce ne sono stati tanti e in qualche occasione le forze dell’ordine hanno sequestrato anche diversi quantitativi di droga e denunciato le persone che erano entrate abusivamente nel palazzo. Un rifugio, quello di via Fucini, come ce ne sono altri in città: ai Crespi è stata emessa la stessa ordinanza e i proprietari della struttura hanno provveduto a recintare la zona e a ripulire tutta l’area circostante. Per l’area Peep in via de Barberi invece, sarà il Comune a chiudere gli accessi dopo aver avuto accesso al fondo del tribunale.

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