Il Tirreno

Grosseto

Unieuro è sbarcata all’Aurelia Antica

di Giovanna Mezzana
Unieuro è sbarcata all’Aurelia Antica

Il colosso italiano dell’elettronica prende possesso del fondo lasciato da Mediaworld, che ha messo in ferie i dipendenti  

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GROSSETO. Non perde tempo Unieuro. Ad una settimana dalla chiusura dello store Mediaworld al centro commerciale Aurelia Antica, il colosso italiano dell’elettronica esce allo scoperto e annuncia con le trombe – pardon, con un maxi striscione su cui si legge “prossima apertura” – che inaugurerà un punto vendita nel fondo lasciato libero da Mediamarket, la società del gruppo tedesco Metro Ag, titolare del marchio della catena che in Maremma ha cessato le vendite. L’arrivo di Unieuro era atteso, anzi, auspicato: nessuno si aspettava tuttavia uno sbarco così repentino. Attenzione, però: si mormora che il taglio del nastro potrebbe avvenire non prima della fine dell’estate: se così fosse, si prospetterebbe una lunga attesa per quei lavoratori lasciati a piedi da Mediaworld – in tutto sono 24 – che volessero giocarsi la carta Unieuro. Intanto inizia il countdown verso l’incontro/confronto, richiesto dai sindacati al gruppo tedesco, che si svolgerà il 12 aprile a Roma al ministero per lo sviluppo economico, e nel corso del quale si parlerà anche del futuro dei dipendenti grossetani.

In stand-by. Ad oggi sono “formalmente” in ferie cassiere e addetti alla vendita che lavoravano nel negozio Mediaworld di Grosseto chiuso dal giorno di Pasqua. Nelle scorse settimane solo tre su 24 si erano dichiarati disponibili ad accettare i trasferimenti in tutta Italia – dagli store della Brianza a quelli della Sicilia, da Marghera a Brindisi – messi sul piatto della bilancia da Mediamarket come unica opzione possibile per salvare il posto di lavoro. Poi il colpo di scena: il 30 marzo, penultimo giorno di attività del negozio dell’Aurelia Antica e a 24 ore dalla grande manifestazione promossa da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil Toscana, Mediamarket annuncia la sospensione dei trasferimenti accogliendo la richiesta dei confederali. Si chiude lo store ma, contemporaneamente, si mette tutto nel congelatore.

L’incontro a Roma. I sindacati depongono le armi. Inizia l’attesa. Al tavolo romano di concertazione richiesto dai confederali a livello nazionale, il 12 aprile siederanno tre rappresentanti toscani, uno per sigla sindacale; si parlerà dell’affaire Grosseto e dei contratti di solidarietà a cui la società tedesca ha fatto da tempo ricorso. «Vogliamo garanzie da Mediaworld per i dipendenti – dice Simone Gobbi di Fisascat Cisl Grosseto, che giovedì sarà a Roma – ma allo stesso tempo non distogliamo lo sguardo dalla chance Unieuro» che – con la comparsa dello striscione – sembra a portata di mano.

Unieuro. Il 23 marzo, in un incontro con le segreterie nazionali dei sindacati, Unieuro – fondato dall’imprenditore di Eataly Oscar Farinetti nel ’67 – ha annunciato l’apertura del negozio maremmano: non si nasconde dietro un dito il gigante italiano dell’elettronica – sede a Forlì, centro logistico a Piacenza, 457 negozi, più di 3.900 dipendenti e ricavi nel 2016 per 1,557 miliardi di euro (Fonte, Il Sole 24 ore) – «con il quale però – aggiunge Gobbi – non si è ancora aperto un dialogo per salvaguardare l’occupazione di Mediaworld». Sarà questo il prossimo obiettivo. Tant’è che Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Uiltucs hanno chiesto alla Regione di aprire un tavolo di confronto «con la catena subentrante – dettaglia Eleonora Bucci di Filcams Cgil – per valutare possibilità di reintegro. Il problema è che, dalle voci raccolte, pare che Unieuro non aprirà prima di fine estate/inizio autunno: è un lasso di tempo abbastanza lungo» durante il quale – si teme – possa cadere nel dimenticatoio la vicenda dei dipendenti Mediaworld che, qualora non uscisse nulla di promettente dal tavolo romano con i tedeschi e i sindacati non riuscissero ad “agganciare” Unieuro, sarebbero costretti a proporsi autonomamente – autocandidandosi – al colosso romagnolo. Senza corsie preferenziali: anche perché al netto di un eventuale accordo sindacale, Unieuro non ha obblighi nei loro confronti. Resta da capire che cosa significhi “prossima apertura”: se l’inaugurazione fosse per l’estate, ci sarebbe margine per una trattativa senza il rischio che la vicenda scenda la china.

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