Il Tirreno

Grosseto

M5s: «Stop al contratto tra Ato e Sei Toscana»

M5s: «Stop al contratto tra Ato e Sei Toscana»

I consiglieri pentastellati hanno depositato in consiglio comunale una mozione che chiede la risoluzione del “patto” di servizio. «Non serve attendere il giudice»

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GROSSETO. Quando si dice andare al nocciolo della questione: i consiglieri comunali di Grosseto in quota al Movimento Cinque Stelle chiedono la risoluzione del contratto di servizio tra l’Ato Rifiuti Toscana Sud e Sei Toscana.

La mozione. O meglio: i pentastellati hanno depositato due giorni fa in consiglio comunale una mozione che nel caso in cui venisse approvata dalla pubblica assise impegnerebbe il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e la sua giunta a portare in seno all’assemblea dei soci Ato (nella quale siedono i rappresentanti dei municipi) la richiesta di risoluzione del contratto di servizio per la gestione integrata dei rifiuti stipulato tra Ato e Sei Toscana il 27 marzo 2013. La mozione consta anche di un secondo punto oltre a quello appena citato: i consiglieri del M5s chiedono anche al sindaco di richiedere a sua volta al direttore generale dell’Ato Toscana Sud Paolo Diprima gli atti in base ai quali si è consentito a Sei Toscana – il gestore del servizio integrato dei rifiuti urbani nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo – di “cedere” a Cooplat il servizio di raccolta rifiuti per Grosseto.

«Basta aspettare». Secondo Daniela Lembo, Giacomo Gori e Claudio Fiori ci sarebbero i presupposti per procedere subito alla risoluzione di quel contratto di servizio, «senza attendere la Cassazione», cioè il terzo (e ultimo) grado di giudizio. Il riferimento è all’inchiesta sul maxi appalto ventennale da 3, 5 miliardi di euro che si è aggiudicato Sei Toscana e che in prima battuta portò nel novembre 2016 all’arresto del direttore generale della Ato Toscana Sud Andrea Corti. «Ammettiamo che Corti non venga condannato penalmente – dice Fiori – ciò non significherebbe che la gara di affidamento sia stata fatta bene». Ci sono reati penali, del resto, e illeciti amministrativi, per esempio, che – se compiuti – inficiano comunque la correttezza e la trasparenza di un atto, ricordano i pentastellati. Che c’entra il maxi appalto finito nel mirino della giustizia con il contratto di servizio tra Ato Rifiuti e Sei Toscana di cui il M5s chiede la risoluzione? C’entra, eccome, secondo i consiglieri: «Non dimentichiamo – sottolinea Fiori – che quel contratto di servizio faceva parte del bando di gara, anzi, ne era il punto di riferimento».

Il nodo Cooplat. Le motivazioni che sfociano nella mozione depositata in consiglio comunale e che sosterrebbero la richiesta di risoluzione “immediata” del contratto di servizio tra Ato e Sei Toscana «sono già per altro acclarate dai provvedimenti di proroga del commissariamento di Sei Toscana – dice Fiori – da parte del prefetto di Siena». Vediamo nel dettaglio. Primo aspetto esplicato da Fiori: «Cooplat ha dato le proprie quote di Sei Toscana in pegno a soggetti estranei alla compagine societaria e questo va contro una previsione del contratto di servizio; l’articolo 13 stabilisce infatti che le quote non potevano essere trasferite per almeno cinque anni». Secondo aspetto: «L’articolo 16. 3 del contratto di servizio – continua Fiori – stabilisce che è espressamente vietato al gestore (Sei Toscana, ndr) di cedere servizi a soggetti terzi pena l’automatica risoluzione del contratto. E il prefetto di Siena a tale proposito scrive che c’è da chiarire come abbia fatto Sei Toscana a dare in sub-appalto a Cooplat il servizio di raccolta rifiuti»; e «di tale cessione non c’è stato modo – conclude Fiori – di trovarne gli atti».

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