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«La Regione recuperi S.Benedetto»

«La Regione recuperi S.Benedetto»

Interrogazione di Casucci (Lega): l’obiettivo è far riprendere gli scavi 

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MASSA MARITTIMA. È arrivata in consiglio regionale la mozione del consigliere della Lega Nord Marco Casucci che riguarda la chiesa massetana di San Benedetto. I resti dell’edificio religioso ad oggi non sono più visibili e la richiesta è proprio quella che l’area venga ripulita e inserita all’interno del percorso culturale della città. La mozione è stata consegnata giovedì alla seconda commissione del Consiglio regionale. Il rappresentante della Lega si chiede perché la Soprintendenza di Siena Arezzo e Grosseto abbia sommerso gli scavi. Soluzione che effettivamente viene presa in considerazione da archeologi ed esperti quando non è possibile prendersi cura del bene in modo adeguato. Adesso Casucci però chiede al presidente della Regione e alla Giunta regionale di adottare tutte le iniziative possibili per riprendere gli scavi. Casucci nei giorni scorsi era anche stato a Massa Marittima per un sopralluogo: in quell’occasione aveva girato un video insieme a Gabriele Galeotti di Massa Comune. Era infatti stato il capogruppo di minoranza in consiglio a rivolgersi per la questione al consigliere regionale nella lista Lega Nord – Salvini.

«Siamo di fronte ad uno dei patrimoni storico architettonici più importanti di questa parte di Maremma – dice Casucci nel video – Porteremo in Regione un atto perché possano ripartire gli scavi e perché vi sia la salvaguardia di quello che rimane e perché questo patrimonio sia finalmente conosciuto così come merita». Sempre nel video Galeotti spiega che quella è stata «la prima chiesa cattedrale della diocesi di Massa e Populonia, oggi Massa Marittima e Piombino, che fu eretta quando il vescovo di Populonia si trasferì a Massa. Successivamente la cittadini che si sviluppo andò ad insediarsi nella parte alta del colle. Nel 1982 la sovrintendenza se ne è interessata ma poi è stato lasciato tutto andare e il risultato è questo: non si avverte una sola pietro di quelle che si possono vedere benissimo, e sono bellissime, dalle foto di cui abbiamo disponibilità». E Casucci conclude: «non ci limiteremo mai ad un misero cartello della Comunità montana questo è un caso che grida allo scandalo».

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