Il Tirreno

Grosseto

dal pelagone al porto di scarlino 

«Diciamo basta ai diritti calpestati»

«Diciamo basta ai diritti calpestati»

Il Pci propone un tavolo per affrontare le emergenze occupazionali

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FOLLONICA. Il Pelagone prima e il Porto poi, ma anche l’inceneritore di Scarlino e tanti altri casi che insieme raccontano di un periodo nero per l’occupazione all’interno delle Colline Metallifere e nella Provincia tutta.

L’idea arriva dal Pci di Grosseto ma è rivolta a tutte le forze politiche interessate: creare un tavolo per la tutela dei lavoratori tra forze politiche ed istituzioni. «La proposta è quella di organizzare un comitato provinciale sull’occupazione che intraprenda strade ed eventuali iniziative perché le istituzioni locali, e non solo, si impegnino a dare risposte e si mettano dalla parte dei lavoratori e dei diritti che sono sempre più calpestati da un mercato lanciato dalla politica degli ultimi anni – scrive il Pci – Dobbiamo ricominciare a farci sentire, a stare insieme a chi perde la dignità e la certezza del futuro».

Il caso del Pelagone è scoppiano a novembre dello scorso anno: in quella circostanza le difficoltà delle società che fanno capo all’imprenditore austriaco di origini iraniane Faramarz Ettehadieh sono ricaduto a cascata anche sul club di vacanze Cordial, la catena di hotel che nel Comune di Gavorrano gestisce appunto il Pelagone Golfclub Toscana. Ad oggi la situazione dei lavoratori non è ancora certa: molti stagionali non sono tornati a lavorare nell’hotel e gli stipendi di quelli che hanno mantenuto il posto hanno tardato ad arrivare. «Ad oggi al Pelagone c’è il curatore fallimentare – dice Luciano Fedeli del Pci – Hanno pagato stipendi arretrati ma il futuro è legato a quanto saranno produttive le residenze. Per il momento quindi c’è sempre un alone di incertezza e speriamo che il futuro sia migliore».

Ci sono poi i lavoratori di Scarlino Energia i quali prestissimo si ritroveranno senza ammortizzatori a dover affrontare, probabilmente, il licenziamento. «Pagano lo scotto di una politica e di istituzioni che da anni non hanno saputo dare risposte logiche e pianificate il problema dei rifiuti – dice il partito – Si passa da un ricorso all’altro senza vedere una programmazione».

Ci sono poi gli operai del porto di Scarlino licenziati senza preavviso e ad oggi ignorati dalla proprietà. Ma la lista è lunga: «I lavoratori da un giorno all’altro vedono precipitare le proprie certezze – continua il Pci – è il caso degli autisti di scuolabus della ditta che si è aggiudicata il trasporto scolastico a Follonica: lo stipendio continua ad arrivare in ritardo e magari per futuro ci sta che l’impresa, ad un certo punto, molli tutto lasciando a piedi gli studenti e senza retribuzione i lavoratori. Si potrebbe proseguire con Securpol, con Media Word e continuare l’elenco poi con tutte le situazioni di precariato introdotte con il Jobs Act e grazie all’abrogazione dell’art 18 che hanno legalizzato lo sfruttamento». (g.s.)

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