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Borghini: «Cala Galera? «Qualcosa non mi torna»

di Andrea capitani
Borghini: «Cala Galera? «Qualcosa non mi torna»

Argentario: il candidato di Proposta Comune parla di ostacoli alzati da Firenze che metterebbe un’ipoteca sul prolungamento della concessione alla Marina

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MONTE ARGENTARIO. Per il porto di Cala Galera e l’Aeronautica militare, «le procedure non tornano». Il candidato sindaco per la lista “Proposta Comune” Franco Borghini affila le armi. Secondo lui i procedimenti da attuare sull’area portuale del versante portoercolese e sull’ex deposito passato al Comune dovrebbero essere diversi da quelli finora portati avanti.

«Sui due temi principali della campagna elettorale ci sono, documentate, due rilevanti novità – afferma Borghini – che testimoniano la veridicità delle nostre affermazioni. Per quanto riguarda Cala Galera, mi risulta da fonti attendibili che gli uffici regionali abbiano rigettato la richiesta della Marina di eseguire alcune opere, la cui realizzazione era prevista come contropartita per il prolungamento di 30 anni della concessione. La motivazione è che “il piano regolatore del porto non può considerarsi operativo in quanto carente del parere vincolante del genio civile e del demanio”. Di conseguenza, a mio parere, questo rende nulli i provvedimenti assunti fino a questo momento. Risulta inoltre che il sindaco voglia portare l’argomento al prossimo consiglio comunale, che sarà convocato per venerdì 13, per tentare di mettere una pezza a questo buco imprevisto. Vedremo».

Borghini si sofferma poi sull’ex Aeronautica militare. «Il verbale di consegna da parte dell’amministrazione della Difesa al comune di Monte Argentario di due aliquote del 64° deposito dell’Aeronautica e di un tratto dell’ex oleodotto militare, incluse le sovrastrutture, dice quello che abbiamo sempre sostenuto – spiega Borghini – Testimonia palesemente come la bonifica, al contrario di quanto affermato dai candidati a me concorrenti, non è già stata eseguita. Si legge infatti che “il comune di Monte Argentario acquisisce la piena disponibilità del compendio e delle infrastrutture e si assume tutte le incombenze derivanti dalle legge e regolamenti in vigore concernenti l’amministrazione del patrimonio dello Stato, nonché gli oneri e le responsabilità derivanti dalla presa in consegna degli immobili e degli impianti presenti, comprese bonifiche (in quanto i sedimi non risultano bonificati), tasse contribuzioni fondiarie e consortili e in generale tutto ciò che in passato era a carico dell’amministrazione della Difesa”». E aggiunge. «Deve bonificare chi ha sporcato, quindi l’aeronautica stessa – puntualizza – Io sono contrario a prenderla a condizioni diverse».

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