Il Tirreno

Grosseto

«Qui servono navette e piste ciclabili»

«Qui servono navette e piste ciclabili»

Viabilità caotica: le idee del modellista Giampaolo Ciurli, volte anche all’abbattimento delle barriere

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GROSSETO. Giampaolo Ciurli ha partecipato, giovedì pomeriggio, all’incontro alle Clarisse portando la sua doppia esperienza di genitore con due figlie da accompagnare a scuola alla Cittadella e di modellista che realizza plastici e disegni per architetti. «Per quarant’anni non è stata messa mano alla viabilità di questa zona – dice Ciurli – e il risultato è il traffico congestionato che si registra in corrispondenza dell’entrata e dell’uscita da scuola. La mia è una proposta che può essere migliorata e integrata ma intanto è un primo contributo su cui ragionare».

Ciurli propone di creare due o più punti di raccolta degli studenti più distanti dal campus (ad esempio il parco di via Giotto e piazza Barsanti) da collegare alla Cittadella con un servizio regolare di navette in andata e ritorno. Per incentivare, invece, i ragazzi che vogliono andare a scuola in bici, la Cittadella andrebbe dotata di piste ciclabili. Da qui l’idea per una sistemazione più organica del parcheggio che si trova tra la piscina, il liceo scientifico e quello delle scienze umane. «Qui farei – dice Ciurli – il raccordo delle piste ciclabili, con le rastrelliere per le bici, ma anche il punto di arrivo delle navette, con pensiline e una corsia preferenziale per rendere il transito più scorrevole. E poi ho immaginato un parcheggio “kiss and go” per quei genitori che (malgrado i sistemi alternativi come bici e autobus) non rinunciano ad accompagnare i figli in auto».

Se questa è una proposta su cui intavolare una discussione, secondo Ciurli ci sono però due migliorie della circolazione che andrebbero introdotte al più presto, senza peraltro gravare troppo sulle finanze dell’amministrazione. Uno degli accessi al campus scolastico (incrocio tra via Lazzeri e via De Barberi) è una barriera architettonica in piena regola: il cancello scorrevole si ferma sul marciapiede costringendo i pedoni a scendere. Nelle ore di punta è un pericolo ma per una persona in carrozzina è qualcosa di più, un ostacolo insormontabile. E poi c’è lo stradello di terra nato nel corso degli anni tra il liceo scientifico e il liceo delle scienze umane che taglia in due l’aiuola ma diventa impraticabile con la pioggia: basterebbero delle semplici mattonelle di cemento a rendere più comodo il collegamento tra i due fabbricati. (s.l.)

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