Il dolore
«La casa rimanga a noi studenti»
Il rappresentante del Rosmini al dibattito alle Clarisse «Ci mancano gli spazi, anche quelli per le assemblee»
GROSSETO. Molti degli studenti che oggi frequentano le lezioni alla Cittadella dello studente non possono ricordarsi quando la casa dello studente era una realtà viva e funzionante, con pendolari che pernottavano e odori di cucina che si spandevano all’ora dei pasti.
Il motivo è molto semplice: sono nati dopo la sua chiusura. Però hanno le idee chiare sul fatto che quel fabbricato, ora in stato di abbandono, ha le potenzialità per diventare quel centro di aggregazione tra studenti di scuole diverse che manca oggi nel campus, privo di una struttura di servizio, di scambio e di relazione che lo connoti davvero come un vero campus studentesco e non come un “contenitore” di edifici scolastici, posti uno accanto all’altro.
Per questo, all’incontro-dibattito alle Clarisse di giovedì pomeriggio, ha portato il suo contributo il rappresentante degli studenti del liceo Rosmini Cristian Marchini, dopo essersi confrontato con gli altri ragazzi della sua scuola in assemblea d’istituto ma anche con i colleghi degli altri poli scolastici. «Quell’edificio è nato come casa dello studente – dice Cristian – e secondo noi è giusto che, almeno per la maggior parte, resti a disposizione degli studenti, a cui oggi mancano tutta una serie di servizi. Penso alle aule studio e alla mensa per i pendolari, ma anche a uno spazio dove ognuno può mangiare ciò che porta da casa o collegare il computer a una presa elettrica. E poi non ci sono scuole che non hanno più gli spazi dove fare le assemblee d’istituto, con gli studenti costretti ad affittare delle sale per l’occasione». Insomma, necessità e desideri vanno a braccetto, nella proposta degli studenti. Anche il consigliere comunale del Pd Marco Di Giacopo è intervenuto all’incontro per sostenere la posizione degli studenti, i quali chiedono di essere coinvolti dal Comune di Grosseto nel percorso che porterà alla riqualificazione dell’immobile grazie al finanziamento di 1.4 milioni di euro da parte della Regione. «Nessuno, me compreso, vuole togliere spazio alle altre emergenze sociali della città – osserva Di Giacopo – ma oggi abbiamo l’opportunità unica di restaurare questo bene col finanziamento regionale e, al contempo, abbiamo gli studenti che ci rappresentano le loro esigenze per poter vivere la Cittadella anche in orario extrascolastico». La direzione del Comune sembra invece essere diversa, visto che a febbraio è stato approvato lo studio di fattibilità per trasformare la ex casa dello studente in un condominio solidale gestito dal Comune stesso insieme al Coeso, con appartamenti per anziani, minori in difficoltà e un centro diurno per adolescenti e giovani. «Il progetto non è chiaro – osserva una signora tra il pubblico – Basterebbe tornare al momento in cui il campus studentesco era un vanto per la nostra città, un contesto bello, curato e dotato di impianti sportivi. Ma per essere un vero campus ha bisogno di uno spazio dove gli studenti possano mangiare, incontrarsi e fare i compiti. Per questo va ripristinata la casa dello studente».
A seguire il dibattito c’era anche il presidente dell’Istituzione Le Mura Alessandro Capitani che, forte della sua esperienza come dirigente comunale, ha consigliato un approccio più realistico alla questione. «Non dobbiamo dimenticare il motivo per cui la casa dello studente a un certo punto fu chiusa – dice Capitani – cioè il fatto che la sua gestione era economicamente insostenibile. Il problema non è tanto realizzare l’opera in sé ma sapere come e con quali risorse la si potrà gestire».
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