Il Tirreno

Grosseto

Convenzione per il porto «Verifica sulla regolarità»

di Giulia Sili
Convenzione per il porto «Verifica sulla regolarità»

L’amministrazione ha chiesto un incontro alla società ma non ha ottenuto risposta Continuano le giornate di sciopero per i quattro licenziamenti già comunicati

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SCARLINO. Continua la vertenza dei lavoratori del porto di Scarlino ad oggi ancora ignorati dalla dirigenza.

I quattro operai licenziati senza preavviso nel mese di marzo – e ai quali sono state fatte delle proposte ritenute dai sindacati «inaccettabili» – hanno il supporto dell’amministrazione scarlinese che sta cercando di mettersi in contatto con la proprietà Ferragamo la quale, ad oggi, continua ad eludere qualsiasi tipo di confronto diretto. «La vertenza dei lavoratori del Porto di Scarlino continua, come è giusto che sia, ad essere al centro dell’attenzione anche per il modo inaccettabile di agire della Società – dice oggi il sindaco Marcello Stella – Così come è assordante il silenzio da parte della proprietà nonostante i continui solleciti per il ritiro dei licenziamenti e all’apertura di un confronto tra le parti più volte fatti sia dai rappresentanti dei lavoratori che dall’amministrazione comunale di Scarlino».

C’è però un appiglio legale al quale l’amministrazione sta cercando di lavorare tramite il proprio avvocato: la Convenzione del 6 marzo 2012.

Nei giorni scorsi il coordinamento di Forza Italia aveva chiesto al sindaco se negli accordi stipulati tra azienda e amministrazione comunale ci fosse una parte dedicata proprio alla salvaguardia dei posti di lavoro: «A quanto ci risulta – aveva scritto il coordinamento – quell’accordo dice chiaramente che il gestore non può scendere sotto il numero dei dipendenti che aveva quando ha firmato l’atto».

Gli accordi parlano chiaro: «Come da articolo lettera m – dice l’amministrazione scarlinese – è a carico del soggetto attuatore del Porto l’adozione, nell’esecuzione delle attività oggetto della presente convenzione, delle modalità ritenute opportune al fine di creare occasioni occupazionali e mantenimento degli attuali livelli nell’ambito del tessuto economico locale».

L’amministrazione comunale, attraverso il suo legale, ha poi avviato ulteriori approfondimenti della Convenzione, per valutare la possibilità di attivare eventuali e adeguati provvedimenti: «Continueremo ad essere presenti assieme ai lavoratori e a intraprendere le azioni possibili nel rispetto dei ruoli e delle competenze affinché si possano dare risposte positive sia per l’occupazione per lo sviluppo del porto di Scarlino che per le altre aree di crisi del nostro territorio che mettono a rischio parti del nostro sistema produttivo con pesanti ripercussioni occupazionali e di sviluppo».

Per quanto riguarda il confronto diretto tutto tace e l’amministrazione adesso ha anche sollecitato la Regione, «vista la difficile e preoccupante situazione venutasi a creare al Porto di Scarlino e la necessità di un piano industriale concreto, considerata l’importanza strategica che quest’ultimo riveste per il territorio», ha concluso Stella. Ma i lavoratori del porto dalla loro continueranno anche a mettere in pratica tutte le azioni di protesta necessarie: «La protesta non si ferma e continuerà finché non otterremo delle risposte – aveva detto nei giorni scorsi Massimiliano Stacchini, segretario generale Filcams – Dopo i giorni di Pasqua e Pasquetta prenderemo anche il 25 aprile e il 1 maggio. Tutte festività in cui il porto è pieno di turisti e quindi un momento in cui l’assenza degli ormeggiatori si fa sentire più che mai».

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