Sicurezza
Addio a Livio Luti, bandiera del Ribolla
Aveva 54 anni, fu calciatore apprezzato della prima squadra. È morto dopo un intervento chirurgico urgente
RIBOLLA.. È stato per un decennio il calciatore più rappresentativo del Ribolla, il vicecapitano del sodalizio bianconero. Riccioli biondi, occhi azzurri, il carisma del leader. E al calcio si legano i ricordi più belli di
Livio Luti, che nella notte tra il 4 e il 5 aprile è morto all’ospedale Misericordia, a Grosseto, a soli 54 anni, per un arresto cardiaco, a seguito di un intervento chirurgico urgente. È stata effettuata anche l’autopsia, oggi si svolgeranno i funerali.
LA TESTIMONIANZA DI LIVIO: IO MALATO DI CANCRO LICENZIATO PER LEGGE
Un lutto inatteso per la comunità di Ribolla, un vuoto che sarà incolmabile per la moglie
Francesca Cirillo (medico a Sticciano), per mamma Rosina Marcelli, conosciutissima a Ribolla, per le tante persone che gli volevano bene. Livio era figlio del compianto Leonetto Luti, per tanti anni presidente del Ribolla, e nell’associazione sportiva era cresciuto fino a diventare una colonna della prima squadra, a partire dai primi anni Novanta. Nella sua vita ha indossato una sola maglia, quella bianconera dei Miners, sfoderando prestazioni indimenticabili, segnando gol importanti. Quando il padre uscì di scena e gli subentrarono altri dirigenti, il Ribolla Calcio visse anche un ricambio generazionale in campo e Livio si fece da parte senza rancori e polemiche. Continuando, di tanto in tanto, a seguire la squadra dalla tribuna dello “Scirea”.
L’associazione sportiva ieri ha listato a lutto la sua bacheca, partecipando al dolore per la scomparsa di quella che è stata a lungo una bandiera. «Aveva militato nella nostra società nelle varie categorie giovanili fino alla prima squadra – racconta il segretario Luca Papini, un anno più grande di Livio, 40 anni fa compagni nel settore giovanile del Ribolla – questa notizia ci lascia davvero increduli, sgomenti». Sulla stessa lunghezza d’onda l’attuale presidente
Gianluca Agostini: «Il consiglio direttivo, gli allenatori, lo staff tecnico della società, i calciatori, tutti si stringono intorno alla famiglia, con tutto l’affetto possibile, portando le nostre condoglianze». Conosciuto in tutta la provincia, anche per l’attività imprenditoriale che aveva a lungo condiviso con i soci locali, Livio, quattro anni fa, si era ammalato di cancro. Una battaglia combattuta con la stessa grinta con cui affrontava gli avversari, in campo. E in mezzo agli interventi chirurgici, la chemioterapia, i controlli, l’attesa e la paura, aveva conosciuto e sposato Francesca, un medico. Con lei accanto aveva ritrovato la serenità e un po’di salute. Viveva a Tatti, facendo la spola con Ribolla, dove aveva mantenuto amicizie e relazioni. Su Facebook, ieri, decine di messaggi sono stati dedicati a Livio. C’è stato chi ne ha ricordato gli occhi azzurri, il volto sorridente, chi i periodi trascorsi in Sardegna, terra della moglie.
E poi gli ex compagni, gli amici d’infanzia, tutti sconvolti dalla notizia della morte e ancor più dall’evoluzione drammaticamente repentina del malessere manifestato nelle ultime settimane. Adesso non lavorava. Percepiva un assegno di inabilità dell’Inps. E nel frattempo, per quanto nelle sue possibilità, assisteva la madre. I funerali si svolgeranno oggi. A mezzogiorno il corteo partirà dall’obitorio di Grosseto per raggiungere Livorno, dove il corpo verrà cremato. Poi le ceneri verranno deposte in un’urna nel cimitero del paese. A Francesca, a Rosina, a familiari e amici giungano le condoglianze della redazione di Grosseto del Tirreno.
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