Sicurezza
L’ortodonzia sociale esiste da quattro anni e assiste i più deboli
Il progetto riguarda bambini, anziani, disabili e migranti Dei 2 milioni, la Asl Sud est ha ricevuto 307mila euro
GROSSETO. Infelice comunicazione istituzionale o fake news? La verità, probabilmente, sta nel mezzo. A Grosseto è partito ieri il progetto pilota per salvaguardare i denti ai soggetti deboli, dopo un’analoga iniziativa svoltasi con successo a Siena e ad Arezzo. Un percorso pilota di odontoiatria sociale – l’Asl lo chiama così – rivolto a bambini, anziani, disabili e con loro anche alla nutrita comunità di richiedenti asilo, agli ospiti nei centri di accoglienza della Maremma e dell’Amiata. E proprio sull’aiuto offerto a quest’ultimi, annunciato dall’ufficio stampa dell’azienda sanitaria addirittura nel titolo del comunicato, se ne discute da due giorni a ogni livello. Una polemica che da Grosseto è arrivata prima in Regione e poi a Roma, suscitando gli strali della destra.
Coro di critiche. Da Fratelli d’Italia, con il portavoce grossetano Fabrizio Rossi («Questa iniziativa è discriminatoria nei confronti degli italiani, specialmente gli anziani»), a CasaPound con il consigliere comunale Gino Tornusciolo («È uno schiaffo ad anziani, bambini, indigenti, cioè a coloro che la cura orale non possono permettersela nemmeno da lontano»); dal parlamentare Giovanni Donzelli (FdI) ai leader in consiglio comunale e regionale della Lega. In molti, nelle ultime 48 ore, hanno sparato sull’ennesima scelta impopolare compiuta da chi governa la sanità toscana. Ma le cose, in vero, stanno un po’ diversamente.
I fatti. È da quattro anni, dal 2014, che la Regione Toscana ha stabilito che l’odontoiatria pubblica rappresenta una priorità, stanziando per tutta la Toscana due milioni di euro di finanziamento per implementare l’offerta odontoiatrica a favore delle categorie più deboli. Da questa torta l’ex Asl9 di Grosseto ha ricevuto 307 mila euro per aumentare le ore di specialistica odontoiatrica e attivare un servizio di prevenzione con un’igienista dedicata a percorsi particolari. I destinatari sono cittadini con Isee inferiore a 8.000 euro, oppure con patologie e situazioni cliniche particolari. Un progetto che ha permesso a 2.000 bambini delle seconde elementari di essere valutati dall’igienista dentale con la possibilità di usufruire di una visita gratuita nell’ambulatorio di odontoiatria infantile della Misericordia. E ancora cure per 50 soggetti non collaboranti, igiene orale per le donne in gravidanza, visite specialistiche di medici odontoiatri agli anziani ospiti nelle Rsa, giornate formative per operatori socio-sanitari, perfino protesi odontoiatriche gratis per chi non può permettersi una dentiera.
Le spiegazioni. «È sulla base di questo concetto di assistenza e cura odontoiatrica delle persone fragili – dichiara la dottoressa Alessandra Romagnoli, direttore della rete odontoiatrica della Usl Toscana sud est – che entrano in scena i richiedenti asilo, per i quali qualche giorno fa, dopo un incontro in Prefettura, a Grosseto, è stata prevista una giornata di valutazione da parte di un’igienista per prevenire le urgenze odontoiatriche che prevedono l’accesso al pronto soccorso, specialmente in presenza di patologie concomitanti o stadi acuti».
Ma perché tutti i media, chi dando più risalto, chi meno, hanno frainteso la notizia? L’Azienda sanitaria non risponde. Sfuma. «Da professionista – conclude la Romagnoli – ho ben chiaro l’utilità dell’iniziativa; incomprensioni sorte sui media amareggiano me e tutti gli operatori che hanno messo il loro impegno e la loro competenza nella realizzazione del progetto, nel rispetto della normativa e dell’etica professionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
