La manifestazione
Gabbie, per ora non c’è alcuna cattura
Primo controllo a Porto Ercole: le due strutture sono risultate vuote. Nei prossimi giorni dovrebbe essere installata la terza
PORTO ERCOLE. Nulla di fatto. Il primo controllo, avvenuto ieri mattina ad opera degli uomini della Racchetta di Monte Argentario, non ha portato alcun risultato. Saranno infatti i volontari dell’associazione per la prevenzione e repressione degli incendi boschivi, capitanati dal responsabile di sezione Andrea Alocci, ad occuparsi della gestione e del controllo delle trappole per la cattura dei canidi nei dintorni di Porto Ercole. Al momento sono due le gabbie installate: la prima è situata sotto la strada che porta a Forte Filippo, mentre la seconda si trova a Cala Galera, nella piana sotto Poggio Pertuso. La terza gabbia potrebbe invece essere installata nei prossimi giorni, anche se ancora non è un dato certo, in base ai risultati che daranno le prime due; dovrebbe essere posizionata in un punto strategico nella zona denominata Spaccamontagna, dove solitamente si radunano i daini. Dopo alcuni giorni in cui le gabbie sono rimaste aperte con la carne all’interno per abituare gli animali alla loro presenza – per lo più interiora di vaccina e bistecche di manzo – gli uomini della Racchetta hanno dunque effettuato ieri mattina il primo controllo all’interno dei 30 giorni in cui le gabbie saranno attive. Mercoledì sera hanno “armato” le due trappole inserendo le esche, questa volta soltanto interiora di vaccina, per poi tornare dopo le 12 ore previste, ravvisando però un primo nulla di fatto. Gabbie messe in funzione dopo le festività pasquali nonostante l’installazione fosse avvenuta alcuni giorni prima. L’operazione andrà però avanti per tutto il mese: se all’interno saranno trovati altri animali verranno immediatamente liberati, altrimenti saranno avvisati i veterinari per verificare la natura del predatore in questione. Il tutto sotto l’egida dell’Ufficio territoriale della Regione e con il braccio operativo non della Polizia Municipale e Provinciale come previsto inizialmente, ma della Racchetta. In ogni caso, secondo l’Ispra le esche trarrebbero appunto in inganno non i lupi ma solo gli ibridi perché più «confidenti», cioè più indotti per loro natura ad avvicinarsi all’uomo, distinzione non condivisa dai biologi del progetto Life Medwolf: «Non ci sono studi scientifici che supportino la convinzione che gli ibridi siano più confidenti e/o più aggressivi dei lupi», aveva detto la responsabile del progetto Valeria Salvatori in un recente incontro pubblico promosso dai carabinieri forestali nella riserva della Feniglia. Per questo e per altri motivi le gabbie sono sul banco degli imputati di Lav, Enpa e Wwf. Un percorso che, secondo alcuni, potrebbe dunque non trovare i risultati sperati da chi ha deciso di posizionare le gabbie. Una turista tedesca, Bettina Koch da Monaco di Baviera, lettrice in vacanza in Maremma, segnala al Tirreno una situazione analoga di ibridi lupo-cane in Turingia, una località della Germania, dove «questi esemplari non entrano nelle 18 trappole e 5 gabbie installate». Secondo un articolo della testata Welt, pare che in quella zona siano stati catturati solo volpi, uccelli, un cinghiale e un gatto selvatico, ma nessun ibrido. I prossimi 30 giorni ci diranno se a Porto Ercole le gabbie sortiranno un effetto diverso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
