Il Tirreno

Grosseto

Pineta preda di roghi «Regione e Prefettura devono agire subito»

Pineta preda di roghi «Regione e Prefettura devono agire subito»

Federconsumatori richiama a maggiore controllo e prevenzione «Fenomeno devastante con venature di criminalità organizzata» 

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GROSSETO. Pulizia, prevenzione, più uomini per vigilare e intervenire in caso di incendi, ma soprattutto un richiamo a intervenire rivolto alla Regione Toscana e alla Prefettura. Federconsumatori Grosseto sottoscrive a due mani le premesse e gli impegni presi dagli organizzatori del convegno organizzato dall’Accademia dei Georgofili e dalla Pro loco di Marina di Grosseto e di Principina a Mare tenutosi recentemente sul tema “Le pinete litoranee costo e risorse”. Ma critica il contributo che al convegno hanno dato i rappresentanti della Regione Toscana e richiama la Prefettura a «rafforzare, valutare le iniziative, i compiti che sono, per legge, assegnati alle varie Istituzioni locali per la lotta contro gli incendi che hanno e potranno interessare le pinete litoranee, la stagione estiva è dietro l’angolo».

«Siamo ad aprile – dice il presidente di Federconsumatori Grosseto Giuseppe De Martis rivolto alla Regione – il rischio incendi rappresenta una gravissima minaccia per le nostre pinete, minaccia che si ripresenta puntualmente da oltre cinque anni in modo sempre più distruttivo. Più che ascoltare della proposizione di “tavoli”, di studi su ipotesi di intervento avremmo voluto sentire parlare di contributi, di concrete azioni di prevenzione, di contenimento di eventi dannosi alle nostre pinete dovuti ad incendi. Ad eventi eccezionali dovrebbero, a parer nostro, seguire interventi straordinari come per esempio l’annunciata predisposizione da parte del Comune di Grosseto di un parcheggio in località Canova».

Cinque anni di incendi devastanti, dice De Martis, «sono tanti e forse sarebbero stati sufficienti alla Regione Toscana per studiare e mettere a punto interventi di sostegno alla lotta contro gli incendi per lo più dolosi».

Da un lato, dice De Martis, l’offerta ambientale della nostra provincia è un perno su cui fa leva l’intero sviluppo dell’impresa turistica. Dall’altro, tali condizioni non possono essere sfuggite anche a interessi speculativi e puramente criminali.

«Da sempre la costa che va da Follonica a Principina ha subito la piaga dell’incendio boschivo dovuto il più delle volte a ignoranza, incuria e colpevole imprudenza dell’uomo. Considerata la ripetitività e la localizzazione dell’evento dannoso non si può non notare come dall’agosto del 2012, con l’incendio che incenerì oltre 50 ettari di pineta a quello che sconvolse l’abitato di Marina del 2017, quando solo per caso non ci scappò il morto... sono andati fumo oltre 300 ettari di pineta e bosco senza dimenticare quelli che deturparono Castiglione della Pescaia».

Spegnere il fuoco non basta, dice De Martis. Che fare?

Federconsumatori mette al primo poste le opere di prevenzione «attraverso manutenzione e controllo del territorio», quest’ultimo inteso come rafforzamento, d’estate, di uomini e mezzi per spegnere gli incendi. «Si tratta di investire sul futuro di questa terra e su quello dei nostri figli, investimenti che non si possono pretendere dalle Istituzioni locali». De Martis suggerisce anche la creazione di corpi di semplici volontari

Per quanto riguarda la manutenzione, De Martis mette al primo posto la cura del sottobosco «così come prevede la legge», azione che «non potrà avere successo senza la concreta e fattiva azione dei privati». De Martis rammenta anche che «nel caso di incendio il proprietario del terreno dal quale tale incendio si è sviluppato è tenuto, per legge, al risarcimento dei danni arrecati a terzi».

Oltre all’ordinanza antincendio del sindaco di Grosseto dello scorso maggio, ne sono state emesse altre da Follonica a Capalbio? E quale è stata la risposta dei destinatari? E perché non vengono realizzate le cesse? Domande che De Martis di fronte, dice, a «un fenomeno devastante e pericoloso con venature di vera e propria criminalità organizzata».



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