Tutto esaurito nei ristoranti ma pochi pernottamenti
Pienone a Marina e Principina, migliaia di visite al Parco della Maremma e centinaia a Roselle Circa 200 i pellegrini a San Rabano con il vescovo. Sotto le aspettative le presenze negli hotel
GROSSETO. Aggiungi un posto a tavola? A Pasqua e a Pasquetta neanche a parlarne. In Maremma i ristoranti hanno registrato un po’ ovunque il tutto esaurito per la due giorni festiva che tradizionalmente inaugura la stagione turistica in provincia di Grosseto.
«È stata una bella partenza – dice apertamente il presidente della Pro Loco di Marina e Principina Maurizio Biancotti – C’è stato un bel movimento di gente e un ottimo afflusso, cose che fanno bene allo spirito di noi operatori turistici. Dalle prenotazioni avevamo già avuto un buon segnale ma il miglioramento delle condizioni meteo ha fatto sì che molti decidessero anche all’ultimo minuto. Bar, ristoranti e gelaterie hanno lavorato bene e noto che in molti c’è più ottimismo e voglia di tornare allo stagionale vero, con le attività che aprono già da aprile e non si limitano ai soli mesi di luglio e agosto».
Il trend del litorale grossetano vale anche per Alberese e il Parco della Maremma dove tra Pasqua e Pasquetta sono oltre 3mila i biglietti staccati per uno dei tanti itinerari del parco regionale. Senza contare che il dato non comprende gli accessi al parcheggio di Marina di Alberese, al completo già nella mattinata sia domenica sia a Pasquetta.
Tra l’altro il Parco della Maremma è stato scelto come mèta del giorno di Pasquetta anche da duecento fedeli (tra cui molte famiglie con bambini) che hanno partecipato al pellegrinaggio verso l’antica abbazia di San Rabano organizzato dalla parrocchia di Alberese in collaborazione con la Pro Loco Alborensis. Il vescovo Rodolfo Cetoloni ha officiato insieme a cinque sacerdoti e a un diacono la Messa all’aperto nei ruderi dell’abbazia per poi condividere con i partecipanti il rito del pic nic di Pasquetta.
Ad Alberese chi non ha scelto l’immersione nella natura dei Monti dell’Uccellina era sicuramente in uno dei tanti ristoranti e agriturismi della zona.
I pernottamenti però non sono stati all’altezza del boom dei pranzi di Pasqua e Pasquetta come testimonia Fabio Duchini, titolare della biofattoria Il Duchesco di Alberese. «Come ho sentito dire anche da altri colleghi molti hanno soggiornato per una notte sola – dice Duchini – Da una parte quindi c’è soddisfazione perché i ristoranti erano pieni ma sul piano dei pernottamenti è stata una Pasqua al di sotto delle aspettative, con strutture piene mediamente al 70%».
Anche Maurizio Parrini, presidente di Federalberghi Grosseto, evidenzia il dato sicuramente positivo dei bar e dei ristoranti pieni ma per il ponte pasquale preferisce parlare di escursionismo più che di turismo. «In generale non c’è stato grande afflusso – dice Parrini – e non è tanto il meteo ad aver influito quanto la crisi economica che perdura tanto che molte strutture, soprattutto nella zona sud della provincia, hanno deciso che non valeva la pena aprire per due soli giorni. Il weekend pasquale da venerdì a lunedì si è ormai ridotto a un solo pernottamento. In più come strutture alberghiere subiamo la concorrenza dell’abusivismo che operando fuori da ogni regola può permettersi di praticare prezzi più bassi danneggiandoci in modo molto grave».
Dai primi dati raccolti all’indomani del ponte di Pasqua emerge infine un dato confortante anche per il turismo culturale. Cinquecento le presenze tra domenica e lunedì al parco archeologico di Roselle (un dato in linea con gli anni precedenti) e buona anche la performance del Museo archeologico di piazza Baccarini che è stato scelto ad esempio da una comitiva di cinquanta persone per una visita guidata nel giorno di Pasqua.
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