Il Tirreno

Grosseto

AMIATA E COLLINE 

Sport, cultura o gastronomia: tutti in fila comunque

di Fiora Bonelli
Sport, cultura o gastronomia: tutti in fila comunque

CASTEL DEL PIANO. Pasqua e Pasquetta col botto sull’Amiata: migliaia di persone premiano il “sacro monte” per il giorno pasquale e soprattutto il lunedì dell’Angelo: en plein per la neve, i...

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CASTEL DEL PIANO. Pasqua e Pasquetta col botto sull’Amiata: migliaia di persone premiano il “sacro monte” per il giorno pasquale e soprattutto il lunedì dell’Angelo: en plein per la neve, i ristoranti, le tipicità gastronomiche, le visite ai musei del circuito del sistema museale Amiata e si arriva sulle cime della vetta e di Monte Labro. Soddisfatti gli operatori e gli organizzatori della neve, quelli delle prelibatezze culinarie e quelli delle eccellenze museali.

Nella parte alta della montagna, dopo la domenica pasquale sottotono per neve e grandine, grande rimonta il giorno di Pasquetta quando c’è stato il gran finale di stagione col botto. «Gente a volontà – commenta Stefano Papi dell’Isa impianti – come uno dei weekend in piena stagione. Sciatori, appassionati e famiglie sono venuti a fare l’ultima discesa e a dire arrivederci alla montagna. Ma torneranno in tanti. Il 16 maggio riapre il free ride fino all’autunno».

Gran gente per Pasquetta alla sagra dell’agnello di San Martino sul Fiora. «Abbiamo servito mille coperti e per un paese piccolo come il nostro è un gran numero – commentano gli organizzatori –; abbiamo cucinato 30 agnelli e sono stati apprezzati moltissimo il buglione e altri piatti tipici di San Martino. Le persone che sono venute, sono state circa 2mila, spalmate fra gonfiabili gratuiti per bambini e adulti, fra i banchi della fiera, e sotto al parco per lo spettacolo di Fabio Morganti. Complimenti ricevuti per il buon cibo e le generose porzioni. Per noi gran risultato».

Ma non ci sono solo sciatori e frequentatori di sagre. L’Amiata del weekend di Pasqua ha offerto musei aperti e siti speciali disponibili ai turisti. Numeri lusinghieri per l’inaugurazione del biglietto unico per gli otto musei del sistema museale. E sebbene tutti i conti non siano ancora disponibili, si sa che c’è stato movimento a Semproniano e Roccalbegna, ma soprattutto l’ingresso al castello aldobrandesco di Arcidosso, per visitare il quale sono stati staccati circa cento biglietti: un’ottantina interi e il resto ridotti. Il castello offre la preziosa mostra dei cimeli e documenti di David lazzaretti, il profeta di Monte Labro, la mostra sul paesaggio medievale e il Museo di arte orientale organizzato dal centro Dzog Chen di Merigar.

Un sito, quello del castello che col palazzo della cancelleria sintetizza momenti di storia locale e internazionale, che accompagna il visitatore in un mondo anche esotico, quello orientale del Tibet, che ha messo radici proprio ad Arcidosso a Merigar, piccola Tibet. E sono stati tanti coloro che hanno, infatti, scelto, dopo il museo, di visitare anche il gompa e le stupe di tradizione tibetana e di finire il percorso sulla cima del monte Labro che si impenna di fronte a Merigar e dove svetta la torre di pietra costruita da David lazzaretti. Un giro emozionante, dove c’è, se i turisti hanno bisogno di spiegazioni, una guida volontaria, Francesco Minucci.

«Per Pasquetta – dice Minucci – ci sono state oltre cento persone sul monte. I semi seminati cominciano a dare i loro frutti. La gente si emoziona, vuole sapere, torna anche più volte. Sono contento di essermi messo a disposizione».

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