Il dolore
Salì sulla gru per la paga: processati in tre
Procurato allarme: il giudice assolve gli operai di una ditta edile che reclamavano lo stipendio minacciando di gettarsi giù
ORBETELLO. C’erano volute 12 ore di trattativa per far scendere Ahmed Kamal Abdelsattars Saleh giù dalla gru del cantiere che stava costruendo ai Fenicotteri a Orbetello. Il trentottenne egiziano reclamava i soldi che avrebbe dovuto riscuotere dalla Co.Edim, azienda per la quale aveva effettuato alcuni lavori in subappalto. Poco più di un mese dopo, la clamorosa protesta era stata ripetuta dall’uomo e da altri due suoi colleghi, Thabet Saleh Abou Bakr Mazen e Abdelghani Marei Shaaban Gomaa.
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I tre uomini erano stati accusati di procurato allarme. In entrambe le occasioni, il trentanovenne che il 23 ottobre aveva dato il via alla clamorosa protesta, aveva minacciato di uccidersi lasciandosi cadere da un’altezza di 25 metri se non avesse ricevuto i soldi dovuti a lui e ai suoi colleghi per i lavori eseguiti.
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È stato il pm a chiedere l’assoluzione dei tre uomini, così come ha fatto il loro avvocato Cristina Sanfelici. E il giudice Marco Bilisari, dopo aver ascoltato i testimoni che hanno sfilato in aula, ha accolta la richiesta e ha assolto i tre uomini che avevano fatto quella clamorosa protesta sulle rive della Laguna. Protesta che era rientrata, nel primo caso, quando ai Fenicotteri era arrivato un rappresentante della società che lo aveva rassicurato sul pagamento degli arretrati. Dopo 12 ore, Ahmed Kamal era sceso dalla gru con l’aiuto dei vigili del fuoco che erano rimasti fin dal mattino con il fiato sospeso insieme agli operatori del 118 e ai carabinieri. Dopo un mese però, quei soldi che sarebbero dovuti arrivare, ancora non c’erano: così Kamal e Saleh erano saliti di nuovo sulla gru, a 25 metri di altezza mentre Marei era rimasto giù per portare avanti la trattativa. Dopo alcune ore, lo stesso rappresentante della società edile, era tornato in cantiere e questa volta aveva consegnato ai carabinieri di Orbetello un assegno da 25.000 euro come garanzia del pagamento dei contributi degli operai della Kamal e Marei per il periodo in cui loro stessi avevano lavorato ai Fenicotteri.
La denuncia era scattata e i tre egiziani erano stati citati a giudizio per procurato allarme: reato che - scrive nel dispositivo di assoluzione il giudice Marco Bilisari - per configurarsi è necessario che il pericolo prospettato sia inesistente. Invece, come hanno spiegato anche i testimoni sentiti durante il dibattimento, il pericolo che si lasciassero cadere dalla gru, era concreto. La protesta dei lavoratori non era stata una messinscena né la prima e nemmeno la seconda volta. Kamal si sarebbe probabilmente lasciato cadere nel vuoto se non avesse riscosso quanto dovuto dalla società edile per la quale aveva lavorato lui e i soci della sua piccola azienda.
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