Il Tirreno

Grosseto

Rapina e resistenza: condannato a 7 anni

di Pierluigi Sposato
Rapina e resistenza: condannato a 7 anni

Giovane riconosciuto colpevole anche di danneggiamenti lungo viale Italia e di due tentativi di lesioni

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FOLLONICA. Due mesi per il tentativo di lesioni nei confronti della coppia che lo aveva scorto mentre stava defecando in un’aiuola (una bottiglia di birra che non li aveva colpiti). Sei mesi per il danneggiamento dell’àncora in ferro insegna dell’hotel Parrini. Altrettanti per aver divelto e piegato il cartello dei gelati dello stesso esercizio. Due mesi per aver tentato di colpire il dipendente dell’albergo che lo stava richiamando. Un anno per essere entrato abusivamente in un cortile di una casa di viale Italia dopo aver danneggiato una tavola in legno all’ingresso. Sei mesi per aver danneggiato lo sportello del contatore del gas dello stesso immobile. Otto mesi per aver aggredito i carabinieri, che loo avevano raggiunto in una libreria, con una ciotola in ferro (presa poco prima in una gelateria) cercando di colpirli al volto. Il tutto la mattina del 2 ottobre scorso, a Follonica. E in più 4 anni e 927 euro per aver rapinato una giovane donna nel piazzale della stazione la mattina del 28 settembre precedente, quando nonostante l’intervento di alcune persone presenti aveva portato via lo zaino contenente borsetto e portafogli dopo aver cercato di colpirla alle gambe. In tutto: 7 anni e 6 mesi più 927 euro di multa e l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, oltre alla revoca della sospensione condizionale della pena per una sentenza dello scorso anno (10 mesi per resistenza con lesioni a una pattuglia dei carabinieri). L’accusa aveva chiesto, complessivamente, sei anni.

Salato il conto presentato del giudice Giovanni Muscogiuri a Godstime Emiator, un richiedente asilo di nazionalità nigeriana, 24 anni, messo in carcere dopo l’intervento dei carabinieri. Il giudice non ha riconosciuto la continuazione tra i reati, anche per quelli commessi nello stesso giorno (al fascicolo principale per la rapina era poi stato riunito quello per quanto avvenuto il 2 ottobre): una continuazione che avrebbe attenuato la pena. A Emiator invece il giudice attribuisce la «totalmente disinibita propensione al mero, estemporaneo ed indiscriminato sfogo di ogni violenza e inconsulta pulsione di disprezzo di qualunque regola di civile convenienza», come si legge nelle motivazioni adesso depositate. E dunque ecco il cumulo.

Accusa per accusa, il giudice ricostruisce i fatti. E solo per un caso - una violazione di domicilio di un altro stabile di viale Italia sempre il 2 ottobre - non riconosce la responsabilità di Emiator: mancava la querela da parte dell’interessato (non doversi procedere). Non riconosciuta nemmeno l’aggravante dell’uso del corpo contundente riferito alla ciotola, individuato come «un maldestro impiego aggressivo». Altrimenti, la pena del reato di resistenza a pubblico ufficiale da sola sarebbe scattata, come minimo, a tre anni.

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