Sicurezza
Chiusi tutti gli accessi al palazzo
Lotta al degrado: impossibile entrare nello stabile in via Fucini
GROSSETO. L’ordinanza era stata emessa a fine febbraio: entro trenta giorni, la società proprietaria del palazzo in costruzione in via Fucini, avrebbe dovuto provvedere a chiudere tutti gli accessi alla struttura, dove spesso e volentieri era stato segnalato un continuo via vai di senza casa e di clienti che si procuravano proprio lì dosi di droga. La polizia e i carabinieri hanno effettuato diversi blitz nella struttura, trovando tracce di chi aveva scelto quello scheletro del palazzo per vivere e per portare avanti le loro attività illecite. Ora la società proprietaria dello stabile che ha chiesto l’accesso al concordato, ha chiuso - murandoli - ogni accesso alla struttura. Le finestre, le porte, i balconi: è rimasto solo un cubo di cemento affacciato sulla strada.
L’ordinanza era stata emessa contemporaneamente a quella firmata per i Crespi. Anche in via Aurelia sud gli operai hanno cercato di chiudere la struttura per evitare che i senza tetto e gli sbandati finissero a dormire là dentro. Una situazione di estremo disagio e di estremo pericolo, quello dei palazzi abbandonati in città dove trovano rifugio chi una casa non ce l’ha.
Ai Crespi, il 12 dicembre scorso un uomo di 27 anni, occupante abusivo, è morto ucciso dal fumo sprigionato dal fuoco che aveva acceso per scaldarsi. In altre due occasioni, a cavallo tra il 2017 e il 2018, sono scoppiati incendi. Quando i carabinieri sono entrati dentro all’appartamento dove è stato trovato il ventisettenne senza vita, si sono trovati davanti una situazione di degrado inimmaginabile: abiti e coperte gettate per terra, su pavimenti utilizzati come bagni. Sporcizia ovunque.
Anche per i Crespi il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna aveva emesso l’analoga ordinanza e i proprietari della struttura hanno recintato l’area per evitare che le persone continuassero a dormire là dentro.
Lo stesso è stato fatto per i palazzoni del Consorzio Etruria, in via de’ Barberi, dove poche settimane fa i carabinieri sono entrati a controllare, trovando diversi uomini che dormivano là dentro. In questo caso, visto che il Consorzio è fallito, il comune potrà chiedere l’accesso al fondo del tribunale per chiudere tutti gli ingressi alla struttura e per renderlo così inaccessibile. «Stiamo cercando di evitare che quelle zone grigie nella nostra città - dice l’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti - siano utilizzate per portare avanti affari illeciti e per spacciare. L’amministrazione ha questi strumenti a disposizione e li sta utilizzando». Presto quindi, anche l’area che sarebbe dovuta svilupparsi in via de Barberi sarà resa inaccessibile.
Francesca Gori
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