La manifestazione
Ancora nessuna risposta «Continuiamo a protestare»
SCARLINO. Per gli operai del porto di Scarlino è stata una Pasqua diversa quella appena trascorsa.Tutti insieme hanno infatti deciso di scioperare e passare due giorni e due notti difronte all’ingress...
SCARLINO. Per gli operai del porto di Scarlino è stata una Pasqua diversa quella appena trascorsa.
Tutti insieme hanno infatti deciso di scioperare e passare due giorni e due notti difronte all’ingresso del porto.
Da quando quattro dipendenti sono stati licenziati senza preavviso questo è il secondo sciopero portato avanti dagli operai: «Alla dirigenza chiediamo la revoca dei licenziamenti e la possibilità di parlare in un confronto diretto perché di soluzioni se ne potrebbero trovare tante prima di arrivare al licenziamento. La protesta non si ferma e continuerà finché non otterremo delle risposte – dice Massimiliano Stacchini, segretario generale Filcams – Se non otterremo ciò che chiediamo la protesta continuerà anche il 25 aprile e il 1 maggio. Tutte festività in cui il porto è pieno di turisti e momenti in cui l’assenza degli ormeggiatori si fa sentire più che mai».
Lo sciopero è stato abbracciato da molti: domenica mattina difronte alla Marina erano presenti i sindaci di diversi Comuni e rappresentanti delle istituzioni insieme a partiti e semplici cittadini. In molti, poi, anche sui social, hanno mandato messaggi di solidarietà agli operai. E tra i tanti che hanno appoggiato lo sciopero c’è anche Potere al Popolo: «Il fine settimana pasquale appena concluso ha segnato un punto di svolta importante nelle vertenze per il lavoro di questo territorio – dice oggi il giovane partito – Proprio in questi giorni che hanno segnato l’inizio della stagione turistica con un aumento considerevole del lavoro, i lavoratori del porto di Scarlino hanno deciso coraggiosamente di incrociare le braccia per protestare contro i licenziamenti immotivati di quattro loro colleghi. I militanti, le forze politiche e sindacali di Potere al Popolo sono stati presenti a fianco dei lavoratori portando loro la solidarietà di classe oggi sempre più necessaria».
Ma la richiesta di Potere al Popolo è anche quella di organizzare quanto prima dei consigli comunali straordinari nei Comuni di Scarlino, Gavorrano e Follonica per discutere pubblicamente di «come salvaguardare il lavoro in questo territorio allargando lo sguardo anche ai lavoratori dell’inceneritore a cui stanno per scadere gli ammortizzatori sociali».
Quello di Scarlino potrebbe essere un caso esemplare: «La vertenza del porto è fondamentale per proteggere e tutelare i diritti del lavoro – conclude il partito – Se passa il messaggio che è possibile licenziare chiunque impunemente, senza motivo e senza spiegazioni, allora vuol dire che siamo tutti in pericolo». (g.s.)
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