Il Tirreno

Grosseto

Lettere a giorni alterni Esplode la rabbia dei sindaci

di Giulia Sili
Lettere a giorni alterni Esplode la rabbia dei sindaci

Ancora un taglio dei servizi in quasi tutti i Comuni delle Colline metallifere Pronti a rivolgersi al Tar e a coinvolgere l’Anci: «Territori vasti, è un disagio» 

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MASSA MARITTIMA. Per qualcuno è solo la conferma di un ridimensionamento del servizio già avviato da tempo ma la certezza del cambiamento è arrivata soltanto adesso. A informare i cittadini sulle prossime novità che verranno introdotte nei servizi postali di Massa Marittima, Montieri, Gavorrano e Scarlino sono state migliaia di lettere consegnate nei giorni scorsi.

Lì, a firma di Poste Italiane, viene spiegato che a breve la consegna della posta verrà fatta a giorni lavorativi alterni. Questo significa quindi un cambiamento radicale del servizio per i cittadini e, forse, anche un’eccedenza del personale. E alla riduzione del servizio offerto corrisponde poi un peggioramento delle condizioni dei dipendenti in termini di carichi di lavoro e di orario. Ma il piano di Poste Italiane è puntale e diviso in più fasi.

E, secondo l’elenco dei Comuni che saranno interessati dal cambiamento (consultabile su www.poste.it) adesso è il turno delle Colline Metallifere. Unica eccezione la fa Follonica, dove il servizio resterà lo stesso di sempre.

Così a breve a Massa Marittima, Montieri, Gavorrano e Scarlino la posta verrà consegnata su base bisettimanale ovvero lunedì, mercoledì e venerdì nella prima settimana e martedì e giovedì nella seconda. Il piano di riduzioni segue quello già avviato da Poste Italiane per altri Comuni di tutto il territorio: è il caso di Monterotondo Marittimo dove già dallo scorso anno la posta arriva a giorni alterni. Per Montieri questa è una pratica già messa in pratica da tempo: «La lettera qua è arrivata ieri (venerdì per chi legge, ndr) – dice il sindaco Nicola Verruzzi – in realtà hanno formalizzano una cosa che è già nella pratica quotidiana. La consegna della posta non è mai stata eccellente negli ultimi anni. Ormai sembra di combattere delle battaglie di principio ma il problema è che Poste avrebbe dovuto concepire delle modalità alternative per evitare questa situazione».

Il Comune di Gavorrano, invece, non è la prima volta che si scontra con le decisioni di Poste Italiane: in passato ha destato molto scalpore la notizia della chiusura dell’ufficio postale di Ravi al quale è seguito un ricorso al Tar. Una vicenda che si è poi conclusa con il mantenimento dell’apertura della posta seppur per pochi giorni alla settimana. «Il cambiamento comporterebbe dei disagi – dice oggi Iacomelli – il territorio è grande e la consegna a giorni alterni sarebbe un vero problema. Come abbiamo fatto in passato per le chiusure sto pensando di interessare nuovamente l’Anci». Scarlino invece chiede un’azione condivisa: «Penso che tutti i comuni interessati dovrebbero fare un’azione comune ripristinare il servizio – dice Marcello Stella – se si taglia e basta è chiaro che i centri storici perdono valore. Si tratta di una lotta contro lo spopolamento dei borghi».

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