Il Tirreno

Grosseto

predatori: la guerra delle cifre 

«90 al sicuro su 1.290. E gli altri?»

Il comitato pro abbattimenti replica a Medwolf sui rimedi antilupo

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MAGLIANO IN TOSCANA. «La Regione Toscana, secondo i dati da essa stessa ufficializzati, spende solo per il 2016 ben 331. 607, 30 euro per risarcire gli allevatori che hanno subito predazioni. Risarcimenti chiesti per 216 eventi predatori da 92 aziende del Grossetano in un anno».

La presidente del Comitato Pastori d’Italia, Mirella Pastorelli, di fronte ai dati e alla soddisfazione degli operatori del progetto Medwolf, presentati nei giorni scorsi a Grosseto e relativi alla protezione delle greggi tramite cani da guardianìa e reti di protezione, presenta altri dati ufficiali. E, pur riconoscendo l’importanza di Medwolf, obietta: «Purtroppo forse gli organizzatori si sono dimenticati della parte più importante da ascoltare: gli allevatori, quelli che protestano e sono la maggioranza».

«Sono circa 1.290 gli allevatori del Grossetano – incalza Pastorelli –. Le aziende che sostengono di aver risolto con reti e cani sono una novantina. E le altre? Gli allevatori sono stufi di veder spendere i soldi in studi per individuare branchi, su come vivono e come si relazionano con l’ambiente. I problemi veri sono altri: aziende al collasso, basti pensare che dal 1º gennaio 2017 al 30 novembre del 2017 ci sono stati 318 eventi predatori, 157 aziende colpite, 816 capi morti, 92 capi feriti e 75 capi dispersi. Come si può pensare che gli allevatori siano soddisfatti quando sentono parlare di 3,5 milioni spesi per un progetto che in concreto a loro non ha portato alcun risultato?».

Pastorelli torna poi sulla questione reti e cani ribadendo il no deciso del comitato, perché «pur tutelando in piccola parte le greggi dalle predazioni, producono altri danni sia all’ambiente che agli stessi prodotti. Adesso è il tempo di agire e di mettere in atto altre misure. Se sono stati avvistati 32 lupi e 36 ibridi, cominciamo a catturare i lupi e spostiamoli in zone non vocate alla pastorizia e gli ibridi, visti anche i costi del loro mantenimento al Crasm di Semproniano che nessuno vuol pagare, abbattiamoli».

E ancora: «Progetti che non portano risultati per le aziende anche perché adesso gli attacchi avvengono di giorno visto che la notte le pecore stanno rinchiuse. Non possiamo deturpare la Maremma con reti elettrosaldate che sprigionano tossine, latte meno genuino, cani che allontanano turisti, tutto questo perché manca la volontà di risolvere il problema alla radice».

Il Comitato chiede un tavolo con tutte le componenti impegnate a trovare soluzioni al problema e per concordare iniziative da presentare all’Europa per cambiare le leggi, ormai obsolete che tutelano il lupo: Convenzione di Berna 1979, Direttiva Habitat 1992 numero 43 e infine il problema non deve essere più gestito attraverso progetti, ma deve passare ai sindaci». (f. b.)

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