Il Tirreno

Grosseto

Tumori e parti prematuri: dati preoccupanti

di Paola Villani
Tumori e parti prematuri: dati preoccupanti

L’Asl ha depositato lo studio sulla salute degli abitanti di Scarlino e Follonica per la riapertura dell’inceneritore   

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FOLLONICA. Dati preoccupanti sui tumori alla vescica nell’uomo e sulle cardiopatie ischemiche nelle donne. Attenzione anche al numero dei bambini nati prematuri o sottopeso.

L’Asl ha depositato in Regione Toscana un aggiornamento sullo stato di salute di follonichesi e scarlinesi.

L’approfondimento dell’azienda sanitaria risponde alle richieste delle amministrazioni di Follonica e Scarlino in sede di conferenza dei servizi per valutare le integrazioni della società Scarlino Energia utili a ottenere nuovamente l’approvazione dell’ente regionale all’attività dell’inceneritore della piana scarlinese.

I dati non sono certo confortanti, come ammette lo stesso sindaco di Follonica Andrea Benini. «Purtroppo lo studio dell’Asl, almeno da una prima lettura, conferma le nostre preoccupazioni - in questi giorni gli uffici stanno approfondendo l’elaborato, ma la situazione è quella che stiamo facendo presente in sede di conferenza dei servizi e in tribunale da tempo. Il nostro è un territorio con un pregresso importante: non dobbiamo mai sottovalutare questo aspetto». E con altro inquinamento, la situazione non migliorerebbe: questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal primo cittadino. L’iter è iniziato il 16 gennaio e la documentazione fino a oggi raccolta è pubblicata sul sito della Regione Toscana (www.regione.toscana.it), nella sezione dedicata alla Valutazione di impatto ambientale. Tra tutti gli atti c’è anche quello dell’Azienda sanitaria territoriale, definito “Contributo Asl”.

Una relazione di 69 pagine in cui sono analizzati gli stati di salute dei residenti di Follonica e Scarlino (per quanto possibile separatamente).

Lo scarso numero di abitanti dello Scarlinese infatti presenta difficoltà nell’interpretazione dei dati, per questo sono stati letti anche nel loro insieme, per avere un quadro complessivo dello stato di salute dell’intera popolazione dell’area. «L’analisi dei dati disponibili indica uno stato di salute nei due comuni che, in generale, e simile a quello del resto della provincia – si legge nella parte finale dello studio - Il confronto con la regione pone un segnale d’attenzione a Follonica nei maschi, per l’eccesso di ospedalizzazione della patologia neoplastica nel suo complesso al quale contribuiscono in maniera importante il tumore della prostata e della vescica».

Un dato di rilievo, per il Comune di Follonica, è quello degli eccessi nel tumore del colon retto per il quale influiscono molto abitudini di vita e dieta, fattori modificabili con un cambiamento di stile di vita e in cui la mortalità può essere fortemente modificata tramite lo screening. «Sorveglianza e approfondimento – si legge ancora nella sintesi finale - devono essere attuate anche su patologie che, fra i molti e più rilevanti fattori di rischio verificati quali le esposizioni di tipo personale, lavorativo o voluttuario e gli stili di vita adottati, hanno anche l’esposizione a inquinanti ambientali e per le quali sono stati rilevati alcuni eccessi. Ciò vale per i tumori del sistema emolinfopoietico e della vescica e, per quanto riguarda la patologia non neoplastica, per le malattie dell’apparato respiratorio in entrambi i generi e, nelle femmine, per la cardiopatia ischemica».

Nello studio si parla anche della gravidanza e se gli aborti sono in linea con i dati delle altre zone, quelli sulle nascite premature e con peso basso «meritano sorveglianza».

«Lo stato di salute delle popolazioni – conclude l’Asl - e condizionato da molti determinanti: l’atteggiamento che i professionisti di sanità pubblica devono suggerire in aree dove vi sono potenziali rischi ambientali e dove le preoccupazioni della popolazione residente sono elevate, come nell’area in oggetto, e quello di sorveglianza e monitoraggio attento sulle pressioni ambientali, in sinergia con Arpat, per cogliere segnali precoci di esposizione. Devono essere messe in atto le azioni di prevenzione necessarie, previste dalla attuale normativa sugli impianti esistenti, nonchè una valutazione in termini previsionali dei possibili impatti che nuovi impianti potrebbero aggiungere, anche in considerazione delle caratteristiche delle popolazioni stesse. I risultati emersi della sorveglianza epidemiologica effettuata in questi anni, comprese quelle di questo studio, attraverso indagini di tipo ecologico/descrittivo, suggeriscono di approfondire i segnali evidenziati nell’area di Follonica e Scarlino con il passaggio all’effettuazione di studi che permettano l’analisi del rapporto tra fattori di rischio ed esiti, con risorse dedicate e la collaborazione con enti di ricerca con specifiche competenze, in modo da mettere in atto gli interventi più appropriati di prevenzione e assistenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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