Attenzione
Predatori, gabbie aperte da martedì notte
Porto Ercole: le trappole per ibridi lupo-cane entrano in funzione dopo le festività. Wwf all’attacco
PORTO ERCOLE. Installate lo sono da giovedì ma entreranno in funzione solo al tramonto di martedì 3 aprile – assicura il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli – cioè quando il ponte pasquale sarà un ricordo e i turisti della Costa d’Argento saranno tornati a casa. Parliamo delle gabbie per la cattura dei predatori canidi – gli ibridi lupo-cane perché il lupo, come è noto, è un animale protetto – che sono state posizionate giovedì in mezzo alla vegetazione che lambisce l’abitato di Porto Ercole. Sono due: una sotto la strada che porta a Forte Filippo, l’altra a Cala Galera, nella piana sottostante Poggio Pertuso; presto diventeranno tre: la terza è destinata alla zona di Spaccamontagna. Tale soluzione, che punterebbe a eliminare gli esemplari “incrociati” dalle vicinanze del paese, ha avuto (come la norma prevede) il nulla osta dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – ente pubblico di ricerca sottoposto alla vigilanza del ministero dell’ambiente – a cui la Regione aveva chiesto parere, sollecitata dall’allarme suonato dal sindaco Cerulli, dopo gli avvistamenti di predatori da parte di cittadini nei pressi dell’abitato di Porto Ercole.
Sotto l’egida dell’Ufficio Territoriale della Regione e con il braccio operativo di polizia municipale e provinciale, le trappole funzioneranno per 30 notti. Conterranno un’esca di carne. Secondo l’Ispra, trarrebbero in inganno non i lupi ma solo gli ibridi perché più «confidenti», cioè più indotti per loro natura ad avvicinarsi all’uomo, “distinzione” non condivisa dai biologi del progetto Life Medwolf: «Non ci sono studi scientifici che supportino la convinzione che gli ibridi siano più confidenti e/o più aggressivi dei lupi» ha detto la responsabile del progetto Valeria Salvatori in un recente incontro pubblico promosso dai carabinieri forestali nella riserva della Feniglia. Per questo e per altri motivi le gabbie sono sul banco degli imputati di Lav, Enpa e Wwf.
«Se si tratta di un cane, deve essere gestito dal Comune con i normali strumenti a disposizione – sostiene Wwf Italia – Se si tratta di un lupo, bisogna definire a livello scientifico quali siano i criteri per classificare un lupo come confidente o problematico». Il Wwf chiede al ministero dell’ambiente un protocollo standardizzato per la definizione e gestione non cruenta di eventuali casi problematici. Dal Wwf arriva poi la stoccata alla Regione Toscana: «Se invece la preoccupazione è per la presenza di lupi ibridi – continua il Wwf – perché la Regione non ha proseguito il progetto iniziato nel 2016 per la cattura di questi esemplari?». Il Wwf colpisce il bersaglio e lo abbatte, centrando quella che è – a detta anche dei biologi di Life Medwolf – la vera lacuna: «Chiediamo al ministero dell’ambiente – dice il Wwf – che si definisca cosa è un ibrido e quale strategia di azione si voglia adottare». E veniamo a uno dei dettagli contenuti nel nulla osta di Ispra che ha fatto discutere: «Sorprende che Ispra faccia un esplicito riferimento alla possibile eutanasia di ibridi in quanto intrinsecamente pericolosi, prima che la cattura sia avvenuta». «L’impressione è che si voglia mantenere la confusione – conclude il Wwf – L’apprensione della comunità è comprensibile ma poche regole (non lasciare a disposizione cibo, non avvicinare gli animali) consentono di minimizzare i rischi».
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