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Dal Progetto stazioni uno sportello d’aiuto e nuove “ronde” in strada

Dal Progetto stazioni uno sportello d’aiuto e nuove “ronde” in strada

Iniziativa di Comune e Coeso Sds contro la marginalità sociale. L’associazione Dog assisterà i senza fissa dimora

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GROSSETO. Una nuova unità di strada in azione. Un’opera di monitoraggio e di assistenza rivolta a chi non ha un’abitazione stabile che sia, nello stesso tempo, un presidio sul territorio in grado di suscitare senso di sicurezza nei cittadini. Un piano che mira a combattere il disagio e a contrastare la marginalità sociale, prevedendo, in futuro, la nascita di un centro d’aiuto nell’area della stazione, all’interno di spazi ceduti in comodato d’uso da Ferrovie dello Stato. Tutto ciò prende il nome di “Progetto stazioni”, il quale inizierà a essere operativo dalla prossima settimana e le cui azioni sono state presentate ieri nel corso di una conferenza stampa presenziata da Fabrizio Boldrini, direttore Coeso Società della salute grossetana, Mirella Milli, assessora alle politiche sociali del Comune di Grosseto, Alberto Castagnini, operatore sociale Coeso e da Elena Cerofolini, Luca Norelli, Lucia D’Aprea e Roberto Norelli, membri dell’associazione Dog.

Sarà quest’ultima, in qualità di partner del progetto, a curare il primo step di realizzazione del piano, organizzando un’unità di strada in grado di osservare il territorio mappando il numero dei senzatetto presenti e cercando di capire i bisogni di chi si trova in situazioni di marginalità sociale. Gli operatori dell’associazione Dog, cioè, scenderanno in strada, inizialmente per due/tre volte a settimana, dal pomeriggio fino alla notte, e studieranno il territorio, partendo dalla stazione ferroviaria.

«Il fine che vogliamo raggiungere consiste nel mappare il disagio. Si stima, infatti, che i senza fissa dimora a Grosseto siano una sessantina e l’obiettivo è creare dei percorsi personalizzati che permettano un’uscita dallo stato di necessità», dice Castagnini. Ogni persona che vive una situazione di disagio, insomma, ha una storia a sé stante e, per ognuno, è necessario studiare soluzioni personalizzate. Per questo il Progetto stazioni prevede anche la creazione di un help center stabile all’interno della stazione. Un centro, cioè, che possa fornire un supporto alle persone che ne abbiano bisogno e che funga anche da presidio per una zona che spesso diventa rifugio di quanti si trovano ai margini della società.

«Sono contenta perché un’iniziativa del genere offre un aiuto concreto e, nello stesso tempo, dà la possibilità ai cittadini di sentirsi più sicuri» dice Milli. Progetto stazione è stato realizzato da Comune di Grosseto e Coeso Sds attraverso un finanziamento regionale e con la collaborazione dell’associazione Dog di Arezzo e di Ferrovie dello Stato.

«L’obiettivo è di aprire il centro di aiuto in stazione entro l’anno - commenta Castagnini - E vorremmo coinvolgere nel progetto anche le associazioni del terzo settore. Per il momento, comunque, verrà attivato l’help center itinerante gestito dalla Dog». Quest’ultimo avrà un raggio d’azione che andrà oltre la stazione ferroviaria, arrivando a toccare le zone del centro e quelle ubicate sopra le mura. Muoversi per la città, dunque, per capire i problemi di chi vive nell’ombra e per cercare di fornire un aiuto. «C’è anche chi non vuole che la sua vita cambi – dice Roberto Norelli – ma è necessario decifrare le richieste. Dobbiamo ascoltare, instaurare un rapporto e cercare delle soluzioni».

«Per quanto riguarda i senza fissa dimora - conclude Boldrini - le varie realtà del territorio lavorano in rete per aiutare chi vive momenti di difficoltà riducendo al minimo le tensioni».

Un insieme di azioni miranti a favorire il superamento dello stato di bisogno e di disagio sociale dunque. Queste le intenzioni di un progetto la cui realizzazione inizierà a breve.

Claudia Guarino

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