Sicurezza
Mediaworld, in 21 su 24 vanno a casa
Domani si chiude, commessi trasferiti da Bolzano a Palermo, solo in tre accetteranno. E Unieuro aprirà in autunno
GROSSETO. Dalla Brianza (Cantù) alla Sicilia (Palermo), da Marghera a Brindisi passando per Ancona. E poi Parma e Reggio Emilia, Udine, Foggia .. Sono sparse in tutta Italia e concentrate nel Nord-Est le destinazioni offerte da Mediamarket, la società del gruppo tedesco Metro Ag, titolare del marchio della catena dell’elettronica MediaWorld, a commessi, cassieri e capi settori del negozio di Grosseto. Domani sarà l’ultimo giorno di apertura dello store maremmano ospitato in un bel fondo del centro commerciale Aurelia Antica. Per i dipendenti – sono 24 – l’unica chance per salvare il posto di lavoro è accettare un trasferimento. Solo tre di loro diranno sì e faranno le valigie; gli altri – impossibilitati ad accettare l’unica opzione offerta perché le buste-paga non sono da top-manager – rimarranno (almeno per ora) disoccupati. Non resta che sperare in un Cavaliere Bianco: Unieuro, per esempio, che dovrebbe insediarsi al posto di Mediaworld: ma non prima di autunno, secondo le notizie raccolte dal Tirreno.
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Lo sciopero. Giovedì ha avuto un’adesione di oltre l’87% – 21 dipendenti su 24 – lo sciopero con presidio davanti allo shopping centre del Casalone organizzato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Toscana: e a dare sostegno ai dipendenti di Grosseto sono arrivati anche tanti colleghi dagli altri negozi della Toscana.
La battaglia. Sindacati e lavoratori non si danno per vinti: è ciò che confermano al Tirreno Massimiliano Stacchini di Filcams Cgil e Simone Gobbi di Fisascat Cisl. Il 12 marzo i dipendenti hanno ricevuto le notifiche del trasferimento in altro punto vendita Mediaworld, che sono state impugnate dai sindacati: «Perché dietro a ciascun trasferimento – dice Gobbi – si nasconde in realtà un licenziamento».
Che faccio? Su 24 dipendenti, prenderanno servizio altrove, accettando l’opzione messa sul piatto dalla società, solo in tre, di cui due partiranno con destinazione Figline Valdarno. Tra lo staff grossetano Mediaworld c’è chi lavora nel negozio dell’Aurelia Antica da sette anni, da quando lo store ha aperto. E c’è chi è impiegato dalla maison tedesca da 15-20 anni: tra costoro c’è chi lavorava altrove e anni fa accettò di buon grado un trasferimento in Maremma, dove ha messo su famiglia e ha acquistato una casa con il mutuo. Tra i dipendenti ci sono tre coppiecon figli: una accetterà il trasferimento, le altre due no: in un caso, lui dovrebbe trasferirsi a Figline e lei a L’Aquila. Impossibile.
L’ipotesi in campo. Sull’arrivo di Unieruo, per ora, non ci sono conferme ufficiali. C’è chi ha mandato il proprio curriculum alla catena italiana dell’elettronica e spera di ottenere un colloquio per darsi una chance. Intanto, «Cercheremo di aprire un dialogo con Unieuro – conclude Gobbi – Tenteremo di ottenere per questi lavoratori una “priorità”». Ma Unieuro non avrebbe alcun obbligo nei confronti di commessi e cassieri lasciati in mezzo alla strada da Mediaworld.
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