La manifestazione
Estorsioni e minacce Condannato a 4 anni
FOLLONICA. Il suo complice aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato e alla fine il giudice lo aveva condannato a 6 anni di carcere. Ieri invece, al tribunale di piazza Albegna, è...
FOLLONICA. Il suo complice aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato e alla fine il giudice lo aveva condannato a 6 anni di carcere. Ieri invece, al tribunale di piazza Albegna, è finito il processo per Burham Fejzulovski, macedone di 40 anni che da tempo vive a Follonica dove fu arrestato dai carabinieri nel 2014. L’uomo, difeso dall’avvocato Riccardo Lottini è stato condannato dal collegio composto da Giovanni Puliatti, Gian Marco Fausto De Vincenzi e Giovanni Muscogiuri a 4 anni e duemila euro di multa: il pm Giampaolo Melchionna aveva chiesto 5 anni e 8 mesi. Per due capi di imputazione, quello formulato dalla procura per il reato di associazione a delinquere e quello per rapina, il quarantenne è stato assolto.
Erano stati i carabinieri di Follonica a condurre le indagini che avevano poi portato all’arresto di due uomini di origini macedoni, accusati di aver estorto, rapinato e minacciato i loro connazionali che abitavano nella città del golfo. Il sistema era ben collaudato: chi era rimasto in patria a combattere pensava infatti di poter fare la parte del leone su chi invece, durante la guerra dei Balcani, aveva scelto di rifugiarsi in Italia. Molte famiglie tra quelle che erano venute a vivere nella città del golfo, avevano deciso di abbassare la testa.
L’indagine dei carabinieri era cominciata il 31 dicembre 2013, a seguito della denuncia sporta da due macedoni residenti nella provincia di Livorno, rimasti vittima di un’estorsione e di una rapina a Follonica, il 26 e il 27 dicembre ad opera di un gruppo di 8 connazionali, 4 dei quali successivamente identificati dai carabinieri. Selam Xaferi, il macedone finito in carcere con Fejzulovski, ha deciso di farsi giudicare con il rito abbreviato mentre il suo complice ha scelto la strada del dibattimento. Il quarantenne è stato assolto per il reato di rapina e per quello di associazione a delinquere, mentre è stato riconosciuto colpevole di estorsione: l’uomo, insieme ad altri connazionali aveva provato a farsi consegnare 2.000 euro da un altro macedone che viveva a Follonica minacciandolo che - se si fosse rifiutato di pagare - lo avrebbe fatto uccidere. L’uomo si era rifiutato di pagare ma il giorno dopo era stato chiamato al telefono e durante la conversazione gli era stato ricordato che se non avesse pagato «un personaggio di spicco che aveva fatto la guerra» in madrepatria gli avrebbe spezzato le gambe. Gli episodi per il quale l’uomo è stato condannato, sono tutti dello stesso tenore.
Il giudici si sono presi 70 giorni di tempo per depositare le motivazioni.
Francesca Gori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
