Italia
Con reti e cani guardiani le perdite calano del 50%
GROSSETO. Secondo i risultati del monitoraggio del team di Life Medwolf, dal 2014 – anno in cui è stato istituito il rimborso diretto delle perdite da predazione da lupo e in cui l’Asl di Grosseto ha...
GROSSETO. Secondo i risultati del monitoraggio del team di Life Medwolf, dal 2014 – anno in cui è stato istituito il rimborso diretto delle perdite da predazione da lupo e in cui l’Asl di Grosseto ha istituito un registro ad hoc – al 2017, sono stati denunciati 330 attacchi all’anno alle greggi. Il problema c’è e non può essere sottovalutato: semmai, deve essere meglio quantificato, secondo gli esperti di Medwolf, dato che gli attacchi registrati «sono sicuramente una sottostima, poiché molti allevatori non fanno denuncia all’Asl per diverse ragioni», tant’è che si stima che manchi all’appello «il 30% degli attacchi subìti».
Life Medwolf ha indicato quella che può essere una strada al contenimento degli effetti provocati dalla presenza del lupo e oggi si cominciano a tirare le somme: «Dal 2014 sono state affidate 80 recinzioni e 46 cani da guardianìa ad aziende in provincia di Grosseto – illustra la responsabile del progetto Life Medwolf Valeria Salvatori – Si è contribuito così alla messa in sicurezza di circa 90 aziende. Gli attacchi dei predatori nelle aziende che hanno adottato misure di prevenzione in generale subiscono una diminuzione del 47%».
Il team di Life Medwolf ha confrontato gli attacchi subiti da aziende con e senza misure di prevenzione nel periodo che corre da luglio 2016 a luglio 2017: emerge che il 67% degli attacchi si verificano in aziende senza misure di prevenzione e che dal momento che le recinzioni vengono utilizzate come ricoveri notturni, l’81% degli attacchi notturni avvengono a danno delle aziende senza misure di prevenzione.
Le aziende che si sono attrezzate hanno riportato un calo del 50% nella perdita dei capi.
Nel 2015 solo il 4,6% delle aziende ovicaprine della provincia di Grosseto era assicurate e il 34% subiva danni (stimato su un campione di 150 aziende). Risulta, inoltre, che da un campione di 63 aziende che ha subito attacchi nel periodo luglio 2016-luglio 2017 il 30% non viene ancora dichiarato. E vediamo dunque che cosa pensano gli allevatori che hanno adottato le misure di prevenzione sono decisamente positive. «L’81% degli allevatori – spiega ancora Salvatori – ritiene che le recinzioni siano uno strumento valido e il 74% dei beneficiari dei cani si esprime positivamente nei confronti del lavoro dei cani da guardianìa. La maggior parte dei beneficiari (77%) ha espresso soddisfazione nei confronti dell’iniziativa di cessione degli strumenti di prevenzione e del supporto offerto dallo staff tecnico di progetto. Benché le misure di prevenzione siano considerate sufficientemente efficaci, in tutti i casi viene riportato un aumento del carico di lavoro per il loro mantenimento/funzionalità. Il progetto Life Medwolf è considerato positivamente dalla maggior parte degli allevatori intervistati, anche in virtù delle azioni tecniche svolte. Molto apprezzate sono – conclude – le iniziative svolte a supporto dello scambio di esperienze tra allevatori, e l’atteggiamento aperto dello staff di progetto anche nei confronti di allevatori che non hanno dimostrato disponibilità ad aderire alle iniziative progettuali».
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