Il Tirreno

Grosseto

Arrivano le gabbie, Lav e Enpa diffidano

di Giovanna Mezzana
Arrivano le gabbie, Lav e Enpa diffidano

Porto Ercole: già oggi potrebbe iniziare la cattura dei canidi (non puri). Le associazioni intanto annunciano carte bollate

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PORTO ERCOLE. A Porto Ercole sarà una Pasqua con le gabbie cattura-predatori (ibridi) a ridosso del centro abitato: il posizionamento delle trappole potrebbe essere infatti inaugurato già oggi, secondo quanto comunica la Regione Toscana. Il nulla osta alle gabbie arriva dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – ente pubblico di ricerca sottoposto alla vigilanza del ministero dell’ambiente – a cui la Regione ha chiesto parere (obbligatoriamente), sollecitata dall’allarme suonato dal sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli, dopo gli ultimi avvistamenti nei pressi dell’abitato di Porto Ercole. Il via libera dell’Ispra è messo sotto accusa da alcune associazioni, dalla Lav all’Enpa, che stigmatizzano – entrambe – soprattutto l’opzione di uccidere gli ibridi, non esclusa dall’Ispra: «Si ritiene possa essere valutata la soppressione eutanasica degli esemplari» si legge nella nota inviata dall’Istituto a Regione, Ministero e Comune.

Qui l’Ispra e la Regione. Nella comunicazione agli enti pubblici, l’Istituto superiore ritiene «condivisibile» la soluzione della cattura. Parliamo ovviamente di esemplari di ibridi lupo-cane perché il lupo è un animale protetto. Resta il fatto che solo i test genetici possono dire se un canide è un lupo o un lupo-cane. E quindi? L’assessore regionale Marco Remaschi precisa al Tirreno che «nel caso di cattura di lupi puri – spiega – gli esemplari verranno liberati» non prima, ovviamente, del responso dei test genetici. Secondo l’Ispra, il rebus (lupo o lupo-cane? ) comunque non sussisterebbe: «L’impostazione operativa proposta (le gabbie, ndr) appare escludere – si legge infatti nella comunicazione dell’Istituto – il rischio di cattura di lupi»; detto in altre parole, essendo gli ibridi, a differenza dei lupi “veri”, «confidenti» – definizione che Ispra usa e che Life Medwolf valuta «non supportata da alcun studio scientifico» – sarebbero più indotti, rispetto agli esemplari puri, ad avvicinarsi all’uomo, all’abitato urbano e alle fonti alternative di cibo e quindi a cadere in trappola. L’Ispra prevede – e la Regione conferma – che gli ibridi catturati vengano custoditi in strutture specializzate e possano essere sterilizzati. E per quanto riguarda l’opzione dell’eutanasia, Remaschi precisa al Tirreno «che per ora non è stata ancora presa in considerazione». E che la soluzione è stata individuata «per dare una risposta specifica – aggiunge l’assessore toscano – alle preoccupazioni dei residenti». Nelle prossime ore, dunque, gli uffici territoriali della Regione sceglieranno dove posizionare le gabbie per la cattura, che saranno attive solo di notte e per non più di 30 giorni.

Sotto accusa. «È un abuso inaccettabile – secondo Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici – l’ipotesi di cattura e successiva uccisione dei canidi nel comune di Monte Argentario. Il nostro ufficio legale si è subito messo all’opera inviando una diffida al ministro dell’ambiente, alla prefetta di Grosseto Cinzia Torraco, al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al sindaco di Monte Argentario Cerulli. I cosiddetti ibridi rappresentano un incrocio tra lupi e cani, e sono quindi animali come tutti gli altri e sono diffusissimi. Un recente studio, al quale hanno preso parte ministero dell’ambiente con Ispra, ha dimostrato che gli incroci sono la norma, al punto che il pool genetico del lupo è ormai caratterizzato dalla presenza di alcuni blocchi caratteristici del Dna dei cani domestici. Le ipotesi previste nel Piano di cattura dei lupi potrebbero quindi comportare l’uccisione illegittima di un numero imprecisato di animali. Questo ministero dell’Ambiente – conclude Vitturi – si congeda confermandosi scarsamente sensibile agli animali: incapace di gestire la coesistenza con i lupi, si spinge a violare i limiti della legalità disponendo l’uccisione di animali che possono invece essere gestiti con misure incruente». Sulla stessa lunghezza d’onda Enpa, che annuncia di diffidare Ministero, Regione e Comune e definisce la soluzione individuata «un provvedimento illegale» e «l’autorizzazione concessa dal Ministero una ritorsione che nasce dalla bocciatura del “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia»; «il vero punto di caduta di tutta la questione – secondo Enpa – è rappresentato dall’inosservanza delle normative vigenti, a partire dalla legge 281/’91 su prevenzione e contrasto al randagismo».

I dubbi. «E se viene catturata una femmina – si chiede Marco Stefanini – che fine farebbero gli eventuali cuccioli?»; «I sistemi per ridurre gli attacchi ci sono – aggiunge – e quindi viene da domandarsi dove finiscano le ragioni effettive e inizino le volontà preconcette di chi non vuole una natura diversa da quella dei propri animali destinati comunque al macello (il riferimento è all’allevamento di ovini e caprini, ndr) e vuole solo ammazzare i lupi ibridi. Speriamo che gli enti valutino prima di autorizzare gli abbattimenti».

(Ha collaborato

Andrea Capitani)

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